Il nono appuntamento del campionato mondiale vede il  successo di uno specialista dell'asfalto come Dani Sordo. Dopo un anno di transizione, passato in Mini, lo spagnolo, tornato in una squadra ufficiale di livello, riesce ad approfittare degli errori e sfortune altrui, dimostrando di essere un pilota vincente.

Non si è mai profeti in patria – Quella che voleva essere una passerella per la Volkswagen e il suo pilota di punta Ogier, appare, invece, quasi subito un incubo; infatti, dopo solo due prove speciali dominate, il transalpino, probabilmente per un eccesso di confidenza, va a toccare l'anteriore sinistra, danneggiando irreparabilmente la sospensione. Per lui gara finita  e fegato da rodere per un mancato successo, che sembrava agevolmente alla sua portata. Ma la casa tedesca non perde l'entusiasmo, mettendo subito in prima posizione l'altro alfiere Latvala. Lo seguono un Neuville sempre più convincente e combattivo su una Ford rivitanimizzata; per lui tre vittorie parziali di ps, giocate tutte sul filo dei secondi con il finlandese, il quale vincerà le restanti due. In terza posizione, Sordo che, quasi, aspetta sornione il momento giusto. In quarta e quinta posizione, Hirvonen e Ostberg che, non essendo specialisti dell'asfalto, sembrano quasi già accontentarsi del proprio risultato.

Come abbattere il morale di un tedesco – Il Sabato è la giornata della disfatta tedesca. Latvala che comanda la classifica generale, perde la prima posizione alla speciale numero 12 per un errore, che compromette la funzionalità dei freni. Da qui, l'estremo tentativo di raggiungere la fine prova speciale e, poi, il ritiro. Anche Neuville, pressato da Sordo in crescita, commette qualche imprecisione, perdendo quei secondi fondamentali per mantenere il comando della classifica. Hirvonen e Ostberg mantengono le loro posizioni, timbrando il cartellino presenza di un qualsiasi dipendente pubblico.

Cerveza alla spagnola –  Le ultime speciali sono un testa a testa fra Sordo e Neuville, il quale, però, va a toccare il posteriore nell'ultima speciale,  compromettendo, di fatto, ogni sua speranza di vittoria. Da rimarcare che Ogier è il vincitore della maggior parte delle prove speciali tra seconda e terza giornata, che rende ancora più amara la sconfitta della casa tedesca che teneva molto al rally del proprio giardino. Sul terzo gradino del podio sale un Hirvonen che può essere definito insipido, mai nella lotta di vertice. Infatti, sia per lui che per il compagno di squadra, vincitore, è in dubbio la conferma nella squadra ufficiale Citroen per il prossimo anno. Il campionato piloti sembra, ormai, in piene mani di un Ogier, dominatore fino a qui; solo lui potrebbe perdere. Il solo Neuville, con la propria costanza di risultati, è ancora in grado di "mantenere" la scia dell'asso transalpino, o essere il primo degli umani. Prossimo appuntamento dal 12 al 15 Settembre sulle polverose strade australiane.