Nel 1995, all'artista britannico William Utermohlen [in alto un autoritratto del 1967] fu diagnosticato l'Alzheimer. Un responso che ancora oggi purtroppo suona quasi come una sentenza dal momento che, a prescindere dalla rapidità dell'evoluzione della malattia, l'aspettativa di vita dal momento della diagnosi va dai 3 ai 9 anni.
Nonostante ciò, William, appresa la notizia decise di affrontare la malattia con una struggente serie di autoritratti, realizzati in 5 anni dal 1995 al 2000, documentando così il graduale decadimento delle sue facoltà mentali.
Terrore, tristezza, rabbia e rassegnazione si esprimono mentre l'artista lotta per preservare la sua coscienza artistica, contro il graduale progresso della demenza e la deportazione forzata verso il non-luogo dell'Alzheimer.

Un saggio della vedova dell'artista, Patrizia, spiega perfettamente perché le immagini che seguono sono così necessarie e potenti: "In queste immagini vediamo con il cuore spezzato, le sue paure e la sua tristezza". È difficile dire se i cambiamenti nei ritratti sono dovuti principalmente alla perdita di capacità cognitive o piuttosto al decadimento dello stato d'animo ma, ad ogni modo, testimoniano l'emotiva agitazione di un artista che assiste alla dissoluzione e all'allontanamento della propria mente dal proprio IO, pezzo a pezzo, ricordo dopo ricordo.

William Utermohlen ha realizzato i suoi ultimi disegni a matita dal 2000 al 2002. È stato curato da sua moglie, amici e badanti a casa fino a quando il suo deterioramento ha reso necessario il suo ingresso nella casa di cura Princess Louise nel 2004. È morto nell'ospedale di Hammersmith, Londra, il 21 marzo 2007.

Dalla loro esibizione al Wellcome Trust di Londra nel 2001, i ritratti hanno ricevuto un riconoscimento anche da parte della comunità medica, della stampa e del pubblico.
Oggi raccontano il dramma di una malattia senza pietà; sono un monito per non perdere mai l'opportunità tutta umana di guardarsi dentro e, paradossalmente, una speranza per non essere dimenticati attraverso le nostre opere e le nostre esperienze.