Mai come nell'ultimo periodo la tematica dell'inquinamento da plastica sembra aver ottenuto il giusto risalto.

È ormai chiaro che il pianeta sia arrivato al giro di boa: la zuppa di plastica al largo dell'Elba; animali avvelenati che si spiaggiano sulle coste; fondali marini ridotti a discariche silenziose. C'è chi dice che nel 2050 il peso della plastica presente negli oceani sarà superiore a quello di tutti pesci. Un'emergenza di portata mondiale per cui si può e si deve intervenire, soprattutto cominciando dal privato.

È proprio da questo ragionamento che prende forma la trama di Plastica, cortometraggio ideato e scritto dalla sceneggiatrice romana Marta Angelucci e diretto dal regista palermitano Dario Ciulla.
Un lavoro di poco più di otto minuti che narra della crisi amorosa che imperversa nella relazione di Michele e Sara. I due non hanno rapporti sessuali da mesi e, quel che è peggio, il ragazzo si sente svuotato da qualsiasi forma d'eccitazione. Nonostante lui la ami ancora, non riesce a darle una spiegazione in merito a ciò che gli sta accadendo; motivo per cui, Sara lo accusa di tradimento. La realtà si rivelerà molto più complessa, legata non solo al loro intimo quotidiano, ma a un fenomeno ambientale di rilevanza mondiale.

Il cortometraggio è prodotto dal collettivo DaMaus, in coproduzione con Duel Produzioni e Wrong Way Pictures. Già a partire dal titolo (breve, diretto ed incisivo), Plastica si getta nel vasto oceano dei cortometraggi cinematografici con l'intento di colpire e far riflettere. Tra le licenze poetiche messe in atto dall'estro dell'autrice e gli espedienti registici volti a trasformare i personaggi in delle maschere grottesche, colorate e destinate al deterioramento (di plastica, per l'appunto) questo cortometraggio intende mettere in evidenza la natura silenziosa degli ftalati. È stato infatti scientificamente dimostrato come tali composti, contenuti nella plastica, vernici, smalti, tessuti e detersivi, interferiscano con il sistema ormonale comportando mutazioni genetiche in fase di gestazione e/o influendo sui disturbi legati al neurosviluppo. Recentemente, inoltre, ulteriori studi hanno etichettato gli ftalati come cause scatenanti di malattie come l'endometriosi o il diabete.
A tal proposito, proprio per poter dare maggiore risalto alla vastità del tema trattato e alla profusione di studi scientifici sull'argomento, gli autori di Plastica stanno attualmente scrivendo il lungometraggio, da poter proporre ad una produzione ed una distribuzione interessate a supportare il progetto e le tematiche.

Il cortometraggio è già stato selezionato al Taormina Film Festival e al Cefalù Film Festival, scenari di nota rilevanza cinematografica, ma che di fronte ai più recenti fatti di cronaca ambientale, risultano quasi profetici e dovuti.