simpatizzante di Syiriza
in foto: simpatizzante di Syiriza

Siamo alla conclusione di queste elezioni greche che, per la prima volta, sono state seguite molto da vicino da tutta Europa. Come i sondaggi hanno preannunciato si è verificata una svolta, un cambiamento radicale timbrato di rosso. Timbrato dal partito Syiriza di Alexis Tsipras e ora, finalmente, dopo i buoni risultati delle elezioni europee del 2014 c'è stato davvero un colpo di spugna nella società greca e, in concomitanza, nell'intera Europa.

Ha vinto Tsipras, con largo vantaggio, proprio come era stato preannunciato dai sondaggi che lo vedevano in testa a più del 33%. Secondo partito Nuova Democrazia, fino ad oggi al governo. Che stando ai pronostici era sotto il 30%: un duro colpo per i mercati finanziari che avrebbero preferito un mantenimento dello status quo che avrebbe assicurato un adempimento ai patti della Troika (un piano adoperante un meccanismo di controllo economico in quei paesi con un grave debito pubblico questo avrebbe dovuto scongiurare la c.d. insolvenza sovrana). A tale piano Comunitario si è opposto Tsipras e il suo partito; proprio perché austerità e taglio alla spesa pubblica hanno sancito per lo Stato ellenico gravi disagi a livello sociale, specialmente, come prevedibile, il welfare ne è stato danneggiato e in misura maggiore la sanità pubblica.

Adesso Tsipras ha 15 giorni per ottenere la fiducia in parlamento.

Programma elettorale

Tsipras esce dalla cabina elettorale
in foto: Tsipras esce dalla cabina elettorale

Come prevedibile questa campagna si è caratterizzata per la veemenza con cui ci si è opposti all'austerità e alle dure condizioni economiche che l'Europa ha prescritto, al fine di guarire da questa grave crisi economica. Prima fra tutti la Troika (Bce, Commissione Europea e FMI). I risultati di questo controllo economico hanno avuto esiti disastrosi in tutta la penisola greca, ad essere colpita maggiormente è stata la sanità pubblica. Infatti i tagli alla spesa e di riflesso al welfare hanno fatto sì che il livello sanitario greco sia crollato sia per numero di prestazioni che per qualità (+43% di mortalità infantile). Molti poli ospedalieri sono stati chiusi o dislocati e in diversi ospedali scarseggiano i beni di prima necessità. Il disastro è stato scongiurato grazie al proliferare di associazioni di volontariato che hanno portato avanti campagne di vaccinazione e di donazione di farmaci soprattutto per le classi più povere.

Adesso Tsipras può dare concretezza alle promesse fatte; ha più volte affermato che verranno redistribuite le ricchezze, soprattutto ai ceti meno abbienti.

I punti nevralgici della sua campagna sono stati: miglioramento delle condizioni della classe media, l'abolizione dell'imposta sulla prima casa. Verrà inoltre introdotta la "no tax area" per i redditi sotto i 12 mila euro l'anno mentre non verranno tassati i depositi bancari. Verranno aumentate le pensioni minime a 750 euro, queste erano le promesse che sarebbero state mantenute anche non ottenendo la maggioranza assoluta in parlamento. Le trattative a livello europeo erano vincolate dai numeri delle urne.

"Non rispetterà accordi firmati dal suo predecessore". Queste sono le parole del leader di Syiriza riferendosi ai patti firmati dai precedenti governi greci (Nuova Democrazia) per quanto riguarda il restringimento delle spese, previste a livello comunitario; perciò ha voluto ottenere dei grandi numeri al fine di essere più forte nei negoziati e bypassa la Cancelliera affermando che la partita non si giocherà a Berlino, ha così promesso che il suo primo viaggio istituzionale sarà a Cipro.

manifestanti contro le procedure economiche Europee
in foto: manifestanti contro le procedure economiche Europee

"Il nostro partito rispetta gli obblighi che derivano dalla partecipazione della Grecia alle istituzioni europee. Ma l'austerità non fa parte dei trattati di fondazione dell'Ue". Così accusa il governo europeo per le soluzioni sperimentate negli ultimi anni di crisi, il primo imputato è proprio la Troika. Resta però un pericolo a cui dovrà badare il leader di sinistra; ossia il piano del "quantitative easing"  che la BCE ha intenzione di attuare all'inizio del 2015.

In parole povere questo è un piano atto a immettere moneta sul mercato acquistando titoli di Stato e non solo, in modo tale da dare liquidità e di conseguenza risanare l'economia. Mario Draghi durante una conferenza stampa ha sottolineato che la precondizione, per i paesi sotto tutela, per ottenere i vantaggi di questa nuova riforma è quella di mantenere gli accordi pregressi. Quindi il leader rosso dovrà stare attento a non inimicarsi troppo la BCE perché altrimenti verranno esclusi i titoli del suo paese. Ultimamente ha anche definito le misure economiche come un "waterboarding fiscale", affermazione che non è piaciuta al ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble "sono compagne elettorali, fatte di espressioni che possono piacere e non piacere. E a me questa non piace".

Insomma ora Tsipras si gode il suo momento ma i giorni che si presenteranno saranno molto duri per lui e per tutta la nazione. I propositi e le intenzioni ci sono ma come si sa la politica è fatta da due tipi di compromessi: quelli buoni e quelli cattivi. Ci auguriamo che per la culla della civiltà vi siano soltanto compromessi positivi, ma il leader deve capire che sempre di compromessi si tratta. Quindi, in questo braccio di ferro, vince sempre chi ha una maggiore muscolatura. In questo caso una maggiore forza negoziale.

Gaetano Gatì

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