Un anno dopo e la Terra dei Fuochi è già stata dimenticata, a denunciarlo, oltre alle associazioni in loco, è l’ultimo dossier di LegambienteTerra dei Fuochi, a che punto siamo” dove si parla di nessun risanamento delle falde acquifere, bonifiche come vere e proprie chimere e dati epidemiologici allarmanti. Lo studio ‘Sentieri’ condotto dall’Istituto Superiore di Sanità su 55 comuni di Napoli e Caserta hanno evidenziato un’eccessiva mortalità in entrambe le province ed ospedalizzazioni per diverse patologie a eziologia multifattoriale, ovvero legate alle esposizioni di inquinamento ambientale. In realtà solo negli ultimi dieci anni in queste zone sono state scaricate oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti industriali, scorie radioattive, amianto e tanto altro trasportate su 410 mila camion velenosi che dal nord Italia e parte d’Europa arrivavano in Campania per sversare. Tutto questo con la compiacenza della politica locale, la gestione della camorra e l’opportunismo degli industriali poiché lo smaltimento illegale era sinonimo di risparmio. Grazie a questa triade, oggi nella Terra dei Fuochi – secondo quanto dichiarato anche dal dottor Antonio Marfella, in prima linea da sempre nella lotta all’ecomafia – ci si ammala soprattutto di tumori al colon-retto, a seguire carcinomi polmonari, tumori maligni allo stomaco ma, dato inquietante, tra le patologie infantili in netto aumento c’è un’escalation di malattie tiroidee.

Nonostante tutto, la Terra dei Fuochi continua ad essere dimenticata. È mamma Tina Zaccaria a raccontarci la storia di sua figlia Dalia, vittima come troppi bambini di questa condanna mortale, “cintura verde di karate, che amava studiare e voleva diventare un medico per aiutare gli altri”. Dalia, invece,morirà il 31 ottobre 2012 a causa di un linfoma linfoblasto aggressivo. Sua madre Tina oggi, insieme a tante altri madri, lotta per frenare questo genocidio affinché la morte dei bambini non sia vana. È sempre lei che insieme a mamma Marzia Caccioppoli, nel 2013 durante la puntata speciale ‘Inferno Atomico’ di Servizio Pubblico Più si è trovata faccia a faccia Carmine Schiavone, ex boss del clan dei Casalesi e alle parole “Voi ci avete avvelenato” ha messo in fuga dallo studio il collaboratore di giustizia.

Mamma Tina, vive in una zona a ‘rischio inquinamento? Dove?

Vivo a Casalnuovo di Napoli.

Prima della malattia di Dalia, vi eravate resi conto del danno ambientale di cui eravate vittime?

 Avevo visto alcuni documentari sul cosiddetto ‘Triangolo della morte’ ma credevo fossero fantascienza dal momento che tutto intorno a me era così rassicurante e mai avrei creduto che gli Enti preposti al controllo e alla salvaguardia della salute dei cittadini potessero essere così lontani, pigri, assenti e, ahimè, collusi. La puzza dei roghi però si faceva sentire costringendoci a chiudere balconi e finestrini dell'auto

Ci racconta la storia di sua figlia Dalia e della sua malattia?

Dalia e' sempre stata una bimba sanissima fino all'estate 2011 quando, a causa di quello che sembrava un banale strappo muscolare, in Ospedale le fanno una radiografia al torace da cui viene fuori una massa al mediastino di 12 centimetri con conseguente versamento pleurico. Viene drenato il liquido di urgenza e i dottori che la prendono in carico presso l'Ospedale di Caserta mi consigliano di portarla al ‘Gaslini’ di Genova dove le viene diagnosticato un linfoma linfoblasto di terzo stadio. Iniziate le cure chemioterapiche la malattia va subito in remissione. Mia figlia con un sorriso ed una forza disarmante riesce a concludere a pieni voti l'anno scolastico e l'anno sportivo al corso di karate sua grande passione conseguendo la cintura verde tanto desiderata.

A Genova tra l'altro mi viene sconsigliato di riportarla a casa perchè nella nostra regione non esiste assistenza domiciliare per malati terminali come nella regione ligure. Mia figlia, come molti bambini, è stata vittima più volte della terra che le ha dato i natali e della stoltezza dell'uomo che ha distrutto tutto. Ad agosto 2012 però il tumore si ripresenta più aggressivo di prima ed il 31 ottobre dello stesso anno, Dalia va via per sempre.

I medici le hanno detto che la morte di Dalia ha un nesso con l’alto tasso di inquinamento in Campania?

I medici mi hanno subito detto che il linfoma è un tumore da inquinamento ma sul discorso ‘Terra dei Fuochi’ non hanno potuto mai esprimersi con scientificità in quanto mancano volutamente studi seri epidemiologici. Sono certa che ci sia correlazione ed i dati dell'aggiornamento dello studio ‘Sentieri’ dell'ISS lo dimostrano. Un registro tumori funzionante farebbe sicuramente comprendere la portata dell'emergenza sanitaria, il nesso è logico, parliamo di rifiuti tossici cancerogeni che sono stati interrati illegalmente e sono ormai nelle falde acquifere, nel suolo e, a causa dei roghi tossici, nell'aria: un inquinamento a cui noi tutti siamo troppo esposti.

Dopo la morte di sua figlia, come ha pensato di reagire?

Dalia mi ha insegnato tanto. La sua voglia di vivere e di lottare, la sua dignità nel morire sono per me la forza che mi spinge a non arrendermi. Due giorni prima di andare via mi fece promettere che l'avrei aiutata a cambiare il mondo, a combattere le differenze sociali, ad aiutare i bimbi che soffrivano come lei. Mai avrei pensato che il nostro percorso sarebbe stato legato da un filo che unisce cielo e terra. Oggi, attraverso un'associazione no profit, noi genitori, in onore di tutti gli angeli guerrieri di questa terra, con un blog ed una pagina in suo onore, riusciamo a coinvolgere tante persone che ci aiutano a portare sostegno a famiglie con bimbi malati che si trovano anche in difficoltà economiche. Il sorriso di quei bimbi, il calore di quelle famiglie, la gioia di chi ci dona tanto con fiducia e stima mi aiuta a sentire il fardello più sopportabile. L'amore di chi resta, mio figlio e mio marito poi, mi riempiono il cuore ricordandomi che non posso mollare.

Lei e l’altra mamma Marzia Caccioppoli avete urlato a Carmine Schiavone ‘Voi ci avete avvelenato’ mettendolo in fuga dalla trasmissione. Cosa sente di voler dire di petto a chi come lui, tra malavita e malapolitica, vi sta uccidendo?

Andate via da questa terra che non e' più vostra anzi non lo e' mai stata.

I dati ISS confermano per Campania un aumento dei tumori infantili, leucemie e patologie tiroidee a fronte di una politica ignorante che parlava di stili di vita scorretti e alimentazione sbagliata. Quali colpe imputa alle istituzioni?

Trent’anni di ritardi, omissioni, silenzi e nessuna volontà di monitorare la salute della popolazione maggiormente esposta alle zone avvelenate, nessuna legge sullo smaltimento dei rifiuti speciali che ancora oggi lasciano gli imprenditori liberi di smaltire come e dove vogliono. Il Governo attuale si dimostra molto lontano dalla realtà che c’è qui e non ha ancora preso posizione circa l'entità del disastro e le ripercussioni sulla salute e la legge ‘Terra dei fuochi’ lo dimostra.

Nella sua lotta, insieme a quella di tante altre mamme, avete il prezioso aiuto del dottor Antonio Marfella e di don Maurizio Patriciello. Come vi sostengono?

Il loro contribuito è prezioso. Vorrei ricordare che sono stati loro le prime sentinelle del dramma che si consumava nelle nostre terre. Se non ci fossero stati loro, mi chiedo se oggi staremmo parlando di ‘Terra dei fuochi’ e quel poco che e' stato fatto, non lo avremmo neppure ottenuto.

Che progetti futuri avere per la salvaguardia del vostro territorio?

Ricostruire la città a misura e salvaguardia del bambino, pensando al territorio in cui vive come al nido da tenere pulito e al sicuro da ogni insidia. Noi non molleremo.

Come vede il suo futuro?

Il futuro non lo vedo perché vivo alla giornata in attesa di ritrovare la mia Dalia in un'altra vita, laddove ce ne fosse una. Nell'attesa continuerò ad onorare la promessa fatta al mio tesoro.

Che bambina era Dalia e cosa voleva fare da grande?

Dalia era una bimba bellissima, dentro e fuori. Un animo sensibile, un'intelligenza acuta ed un amore smisurato per la famiglia e gli amici. Ho sempre avuto la sensazione che soffrisse molto di più vedendo gli altri soffrire che delle sue sofferenze.

Studiava tanto, avrebbe voluto frequentare il liceo e poi laurearsi in medicina con lo scopo di aiutare i bimbi poveri del mondo. Sono sicura che con lei il mondo sarebbe stato un posto migliore, sicuramente il mondo sarebbe stato meraviglioso.