Ormai ci siamo, pian piano si avvicinano le prossime elezioni di Roma del 5 giugno, ma i candidati per la capitale non sembrano proprio aver quel qualcosa in più per portare a casa lo scranno più importante del Campidoglio. Nei sondaggi di questi giorni, seppur in calo, sembra avere la meglio la candidata del M5S Virginia Raggi, con la sua faccia pulita e la tanto manifestata trasparenza. Ma qui la trasparenza sembra smarrita. Dopo essere stata beccata in fallo dai giornalisti per la questione Previti, dove la Raggi non aveva mai menzionato un suo rapporto lavorativo con quello studio legale, pochi giorni fa spunta un nuovo caso. Infatti, la grillina viene avvicinata fortemente al mondo della destra, omettendo nel curriculum, il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione di una società romana vicina a Franco Panzironi, braccio destro dell'ex primo cittadino della Capitale Gianni Alemanno. La domanda che ora si dovrebbero porre tutti i cittadini romani di fatto è solo una: perché non ha mai parlato di un suo legame, nascondendo dal suo curriculum alcune collaborazioni seppur minime e sopratutto la donna a cinque stelle nasconderà altro del suo passato lavorativo?

Come può il M5S che si definisce, il movimento della trasparenza, avere un candidato del genere che tralascia delle collaborazioni così importanti del suo passato. Sicuramente le Comunarie non sarebbero andate in questo modo e forse oggi non parlavamo nemmeno minimamente di Virginia Raggi, ma di un altro candidato. Ormai abbiamo sentito parlare moltissime volte di vecchia politica dai vari esponenti grillini, ma oggi ancora una volta stanno dimostrando di essere identici a quella vecchia politica che ha devastato il nostro paese. Per Roma bisogna cambiare rotta con un sindaco capace di dare veramente un nuovo volto, fatto di fiducia e trasparenza, ma sul serio e non soltanto a parole.