Filippo Ronco di Vinix.com

Vinix.com è la nuova tappa del mio viaggio tra le startup italiane; questa volta andiamo a conoscere Filippo Ronco, founder & CEO della piattaforma Vinix. Filippo si occupa di editoria online con TigullioVino fin dalla fine degli anni ’90 e gestisce la maggiore concessionaria di pubblicità online nel settore wine & food, VinoClic. Un vero "pezzo da 90" del settore wine, dunque, è un vero piacere per me parlare con lui di questa esperienza.

D) Ciao Filippo e grazie per avermi concesso questa intervista. Ci spieghi in poche parole che cos’è Vinix.com?

R) Vinix è un social network verticale che ha l’intento di far incontrare tra loro i professionisti e gli appassionati della filiera enogastronomica. Suddiviso in più aree di contenuto (annunci, foto, video, degustazioni vini, recensioni ristoranti, blog), offre numerosi servizi oltre a quelli di pubblicazione e condivisione. Abbiamo per esempio un servizio di statistiche personali (per i possessori di account pro) molto professionale, sullo stile di insight di facebook ma anche più articolato, forniamo servizi di traduzione on demand madrelingua in 72 ore garantite per le traduzioni da e verso l’inglese che nel prossimo futuro, con il passaggio al layout in 5 lingue, andremo ad estendere a tutte le principali lingue europee. Crediamo che mettere in contatto le persone di tutta europa (prima) ed eventualmente del mondo (poi), debba per forza passare per un supporto professionale anche linguistico che non è il nostro core business ma che è un punto di forza strategico e distintivo rispetto ad altri social network. Altra caratteristica di Vinix è il tagging e l’uso che ne facciamo. Qualsiasi contenuto di Vinix è taggato da chi lo produce e poi verificato ed integrato dagli amministratori di piattaforma, tutti competenti nel settore del vino e del cibo. Ci ritroviamo quindi con un potenziale enorme di contenuti taggati per bene a cui abbiamo associato un sistema proprietario di adveritsing contestuale che, semplificando moltissimo, consente di abbinare pubblicità a tag particolari, uno step oltre la pubblicità contestuale per interi contenuti, qui c’è anche un filo di semantica ad aggiungersi e infatti i ctr che raccogliamo sono da 8 a 10 volte migliori rispetto alle normali campagne display. Si chiama Vinix Tag Advertising o, più semplicemente, VTA. Il punto di forza di Vinix comunque è la sua attività “open” per così dire. Sia on che offline, ci muoviamo nell’ottica della condivisione libera. Abbiamo per esempio ideato con la base un format di evento che si chiama “Vinix Live!” che tutti, nel rispetto di 10 semplici regole possono organizzare. Abbiamo un format itinerante di formazione su web, social media e online advertising che curo personalmente con Pamela Guerra e Davide Cocco due amici oltre che collaboratori professionali, incontrati grazie alla rete e coinvolti per le qualità nei rispettivi campi di lavoro. Abbiamo una guida “open social” ai vini e ristoranti, esportabile con un comodo widget su qualsiasi sito/blog.
Il nostro obiettivo per il futuro è l’internazionalizzazione della piattaforma e la crescita a livello europeo e mondiale con il coinvolgimento di community manager per ciascuno stato. Inoltre abbiamo già quasi pronta l’integrazione completa con twitter e, nel cassetto, una importante novità improntata ai mercati dal basso.

D) Come nasce Vinix.com?

R)Vinix nasce come motore di ricerca per i professionisti del vino e del cibo. Evolve in piattaforma di social networking nel 2007 e si trasforma in quel che è oggi, un vero e proprio social network a ottobre 2011 grazie ad un completo restyling, non solo grafico ma anche di struttura che ha reso più sicuro ed usabile tutto il sito.

D) Come si è sviluppato il progetto

R)Il progetto è stato finanziato esclusivamente da me nelle fasi iniziali. Ho condotto personalmente la stesura dell’idea, del progetto e della struttura che ho poi affidato a programmatori e grafici con cui ho lavorato sempre gomito a gomito, soprattutto per la parte seo (Vinix è molto ben posizionato su google). Ho ideato tutte le principali integrazioni tecnologiche che si sono susseguite negli anni ed ho trovato una socia a giugno 2011 che mi ha dato la possibilità di continuare a sviluppare che è poi la mia principale passione.

D) Qual è il vostro business model?

R)Al momento vinix ha un business model ibrido basato su account “pro” a pagamento con ulteriori servizi per professionisti, pubblicità contestuale basata su tag con sistema proprietario VTA, pubblicità display (in realtà stiamo meditando se reintrodurla o meno proprio in questi giorni a distanza di poche ore dal lancio della nuova piattaforma) e servizi on demand come per esempio le traduzioni on demand di cui parlavo prima. A ciò si aggiungono i seminari di formazione che facciamo in giro per l’italia e presto, spero, la nuova grande novità in ambito commerciale “dal basso” che ci piacerebbe introdurre nei prossimi mesi.

D) Quali sono i vostri competitor / modelli?

R) In realtà è un caso abbastanza a sé stante come tipologia di network. E’ molto professionale nel senso che è stata prevista fin dalle prime fasi una vera e propria categorizzazione degli iscritti anche in base alla professione svolta nel mondo enogastronomico e questo ci ha dato un vantaggio competitivo nel lungo periodo per ragioni di profilazione ma soprattutto per il servizio concreto che siamo in grado poi di dare ai nostri utenti quando devono usare attivamente il network per lavoro. Non è un network di desgustazioni di vini, nemmeno di recensioni di ristoranti, non è neppure un aggregatore o un flickr o youtube del vino, è un po’ di tutto questo insieme con strumenti specifici perché l’esperienza di utilizzo sia utile oltre che divertente.

D) Quali sono gli obiettivi futuri?

R)L’obiettivo principale come dicevo sopra è cominciare a raccogliere utenti dall’estero. In Italia abbiamo quasi 10.000 utenti che non sono molti in assoluto ma sono moltissimi se consideriamo che è un mondo di estrema nicchia quello del wine & food. In ogni caso siamo leader come social network nel nostro paese e quello che ci piacerebbe sarebbe arrivare ad avere la medesima notorietà anche negli altri stati europei e poi anche al di fuori dell’europa.

E) Chi gestisce materialmente la piattaforma, chi fa moderazione, rivisione sui data entry? Ci sono policy di comportamento? E’ duro come lavoro?

R) Mi fa piacere questa domanda, di solito nessuno si sofferma a pensare alla quantità di lavoro che sta dietro un backoffice di un social network, per lo meno di un social network che tenta di essere un valido strumento professionale. Fino ad oggi ho fatto quasi tutto da solo con l’aiuto di qualche admin di secondo livello che mi da una mano sugli inserimenti e con il tagging dei contenuti, un lavoro che è difficile quantificare, lo collocherei prossimo all’infinito J
Il bello (e il brutto, dipende dai punti di vista) di vinix è che ci sono delle regole da seguire, che non si può registrarsi con un nickname, che bisogna metterci la faccia e che c’è un controllo su questo. Le registrazioni dobbie, nulle, fasulle vengono rimosse. La policy sui contenuti poi è estremamente trasparente e innovativa: tutti i contenuti pubblicati su Vinix diventano di dominio pubblico sotto licenza creative commons. Questo significa che possono essere utilizzati da tutti ma non alterati e con la citazione dell’autore e il link alla fonte. Crediamo molto in questo modo “open” di fare le cose e spero che il tempo possa regalarci qualche successo in questo ambito in cui lavoriamo con passione a vario titolo da quasi 15 anni.

Grazie Filippo e in bocca al lupo con Vinix.com