Alessio Viscardi intervista il ministro Riccardi

Viale delle Metamorfosi è un lungo stradone che taglia via la periferia orientale di Napoli dal resto della cintola della provincia vesuviana. Limite estremo del quartiere Ponticelli, è una delle zone più degradate di Napoli Est. La vista che si ammira percorrendo questa ferita di cemento è composta da una schiera di palazzoni tutti uguali, grandi e grigi, schierati come una muraglia. Palazzine e palazzoni di edilizia popolare pubblica, costruiti all'indomani del terremoto del 1980 per porre rimedio all'emergenza sfollati, da subito diventati proprietà della camorra. Il Clan Sarno è sorto ed è diventato potente gestendo l'occupazione abusiva delle case nel cosiddetto "Lotto 0", che si affaccia sul Viale delle Metamorfosi. O' Sindaco – Ciro Sarno, capoclan pentitosi ultimamente – ha raccontato agli inquirenti il sistema della compravendita degli immobili pubblici. Il "sistema" metteva i propri uomini nelle case costruite dallo Stato, oppure vendeva gli immobili a prezzi d'affare, sfondava le mura poste a sigillo degli stabili, e piazzava inquilini abusivi. Per questi motivi, il Lotto O – chiamato da tutti "lotto zero" – è diventato un centro di aggregazione di malaffare, spaccio di droga e traffico di armi. Delle pozze di nulla che costellano il grandissimo (in mq) quartiere Ponticelli – Bipiani a via Volpicella, Lotto G, Rione De Gasperi – il Lotto Zero è sicuramente quello che – anche esteticamente – rende meglio l'idea delle persone che ci vivono.

Io mi chiamo Alessio Viscardi e sono nato a Napoli nel 1984. La mia famiglia si trasferì a Ponticelli, tra spacciatori, drogati e camorristi, quando ero ancora piccolo. Qui, a Napoli Est, se guardi storto qualcuno, rischi di essere accoltellato, o peggio. Anche i bambini di questa periferia sono cattivi e prepotenti come i giovani genitori criminali. Pestaggi ed insulti che facevano molto male, sia al corpo che all’ orgoglio. Vivere a Ponticelli è davvero difficile. Ogni giorno c’era qualcuno ammazzato per la faida di camorra che i clan locali combattevano da anni. I Sarno uccidevano i De Luca Bossa, per conquistare un pezzo di terra non più grande di un chilometro quadrato. Una volta mi trovai quasi in mezzo di un agguato. Entrai in una stradina laterale appena in tempo. Non percorsi nemmeno dieci passi, che sentii dietro di me gli echi dello sparo. Tornai in strada e vidi un uomo per terra, lo chiamavano "addormuto", in un lago di sangue.

La scelta del giornalista. Vivere con un occhio perso i sogni di cristalli liquidi propinati dalla Tv, ed un altro puntato sul sangue che riempiva le strade del mio quartiere, mi portò a scrivere e leggere. E più scrivevo, più mi rendevo conto che dovevo raccontare quello che vedevo. Raccontarlo, così come nessuno l’aveva ancora fatto. Scrivere. Scrivendo della periferia nella quale vivevo, vinsi anche qualche premio letterario. Si trattava di concorsi per studenti delle superiori, ma quei piccoli riconoscimenti mi facevano sentire molto orgoglioso. Una volta, per il premio di poesia "A. Casanova" fui convocato alla sede napoletana de Il Mattino. Entrai in quel luogo e capii ciò che avrei fatto da grande: il giornalista. L'aula dove avvenne la premiazione era dedicata a Giancarlo Siani. Non sapevo chi fosse… mi informai e capii cosa avrei voluto fare. Imparai presto anche ad usare telecamera, computer e la tecnologia varia. Avevo capito già da allora che per fare informazione oggi è necessario avere piena padronanza degli strumenti multimediali. Grazie ai cortometraggi che ho scritto e girato per l'Arci-Movie di Ponticelli ed all'esperienza di caporedattore del giornale scolastico Freetime, non mi fu difficile laurearmi a pieni voti all'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa". Nel frattempo, cominciai a lavorare come sceneggiatore, montatore video per alcune trasmissioni andate in onda su Tele A, operatore video per la web Tv "Campania Virtuale" e – soprattutto – giornalista collaborando anche con il fotoreporter Salvatore Sparavigna per la sua web-tv: www.lamiastrada.tv.

Esperienze e tentativi di innovazione multimediale. All'inizio del 2010 decisi di fondare un giornale online che facesse informazione all'avanguardia: www.avanguardie.info. A parte le derive politiche del progetto, riuscii a conoscere molte persone in gamba con le quali portare avanti l'idea di un social network che permettesse di fare inchieste giornalistiche in modo innovativo ed interattivo. Così nasce Cittadini Giornalisti: un'associazione per la crescita di Giornalisti 2.0 capaci di usare il web per raccontare la realtà in modo nuovo. Con il progetto abbiamo realizzato due grandi inchieste: Discarica Vesuvio – reportage sulle rivolte contro la discarica nel parco nazionale del Vesuvio (pubblicata su L'Espresso) e I Veleni di Napoli est, inchiesta multimediale finalista al Premio Eretici Digitali 2011 al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

Lavorare a fanpage.it – si tratta dell'esperienza più importante della mia carriera giornalistica. Sono molto fiero di aver preso parte a un progetto così grande e innovativo fin dal principio. Per fanpage.it ho seguito tante storie e sperimentato modalità nuove di effettuare narrazioni online. Ancora oggi, dopo più di due anni dall'inizio del progetto, è tutto mobile e in costante divenire. Una piccola selezione dei miei lavori può essere visionata qui sotto.