Credo che almeno una volta nella vita, qualsiasi essere umano, debba provare l'ebrezza di un viaggio in vesuviana.

Viaggiare in vesuviana è formativo.                                     

Si può facilmente arrivare a questa considerazione, mentre la si attende, a Porta Nolana, per circa 2 ore.

In realtà, non far partire i treni,farli partire rotti, non annunciare ritardi e soppressioni, è tutta una tattica della società per farci fare amicizia, permetterci di socializzare, fare nuove conoscenze, imparare nuove lingue e, perchè no, nuove parolacce.

In pratica, ogni mattina, un qualsiasi cittadino di Napoli e provincia che decide di spostarsi utilizzando questo fantomatico mezzo pubblico, sa che sta per affrontare un'avventura, un qualcosa che supera anche le più fervide immaginazioni, che ben si discosta dal normale concetto di "servizio pubblico" e molto più si avvicina a quello di sagra di paese.

Chi utilizza la vesuviana lo sa; tralasciando i controllori che alla semplice domanda :"Scusi, ma il treno delle 15 per Sarno parte?" rispondono solitamente : "Signurì, fino a mò dovrebbe partire, ma stiamo sotto al cielo"; ecco, lasciamo stare questo, è proprio il viaggio in vesuviana che è magico.

In ogni tragitto si incontra una quantità infinita di persone, ognuna diversa, ognuna con una propria storia; tutte esasperate dal ritardo e quindi tutti amici; abbiamo la signora distinta, in tailleur nero, che si limita a dire "E' una vergogna, ci trattano come le bestie, il terzo mondo!"( che poi, dove sta il terzo mondo?);  la signora anziana(con le buste della spesa)che racconta, al malcapitato di turno, di quando la vesuviana passava ogni 15 minuti(facendolo innervosire ancora di più), fino ad arrivare al famigerato venditore di calzini,accendini, ventagli che ti chiede soldi perchè così non va a rubare.

Senza la vesuviana, in costante ritardo,non potremmo ammirare tutte queste cose, conoscere persone ed apprezzare l'arte dell'arrangiò tipicamente napoletana.

Ma la verità è ben diversa; questi costanti disservizi ci stanno portando via la salute, il tempo e la voglia di vivere a Napoli.

Ci sentiamo cittadini di serie B, abbandonati dalle istituzioni e non rispettati come cittadini.

Sarebbe davvero piacevole invitare il presidente della regione, il sindaco, gli assessori, i consiglieri; tutti coloro che dovrebbero pensare ai nostri diritti, a fare un viaggio in vesuviana, all'ora di punta, in treni affollatissimi, stipati come bestie e in costante ritardo; ma si sa, loro hanno la scorta e le auto blu; e a noi, non resta che sperare in tempi migliori( o scappare in altre città).