L'usura è materia normata. Esiste una legge specifica (legge 108/96) e specifici riferimenti a codice penale che definisco cosa rientra e cosa è fuori da questa materia.  Dunque la definizione dovrebbe essere pacifica: se una banca non rispetta la legge, deve essere sanzionata da codice di procedura civile e/o penale. La domanda a questo punto nasce spontanea: perchè se in Italia la norma esiste, abbiamo oggi un problema definito di "anomalie bancarie" ? 

Una semplice iscrizione a Google Alert permette un facile esperimento empirico: inserendo la chiave di ricerca "usura bancaria" emerge almeno un risultato di cronaca quotidiano.  La dimensione è rilevante. Con l'aumentare della dimensione, si è arrivati all'imbuto dei tribunali: esistono sentenze non chiare e differenti per ogni foro. La legge è unica ma così non sembra.  L'usura diviene civile e penale (panzana perchè  il concetto di usura è unico ed è sempre penale se rilevato), assume rilevanza una o più circolari di Banca d'Italia (che non può legiferare) , si delega a CTU la responsabilità della decisione finale in pieno atteggiamento pilatesco.  Non sono forse i tribunali i luoghi in cui viene sancita l'uguaglianza della legge per tutti ? 

Così proprio non va. Chi scrive si occupa di valutazione di contratti bancari e dunque è teoricamente nella mischia degli imbonitori di mestiere, di coloro che fanno moltiplicare i numeri per convincere un imprenditore ad intraprendere una battaglia mai scontata (nonostante la legge esista e sia specifica).  La realtà è che oggi il concetto di usura diviene opinabile ed è dunque impensabile "vendere" le anomalie bancarie come un prodotto.  E' necessaria a questo punto qualche considerazione:

  • i tassi soglia sono sempre più alti . In alcuni trimestri del 2013 siamo oltre il 16%  con evidente politica di salvaguardia degli Istituti Bancari.  
  • l'usura è un concetto unico. Può cambiare la tipologia di approccio da parte del legale, ma non esiste differenza alcuna (che non sia teorizzata da studiosi della materia, ma non comprovata dalla legge) tra usura civile e penale. Stop dunque a moltiplicazione di numeri e sanzioni sulla carta, al solo scopo di chiudere qualche contratto in più per la stima delle anomalie sui contratti;
  • le ultime sentenze non sono pro-consumatore, ma piuttosto pro-banca.  L'usura è soltanto uno degli aspetti su cui può essere analizzato un contratto bancario e , stante il comportamento dei tribunali, sicuramente il più rischioso per il cliente;
  • Enti , Associazioni, Istituzioni che oggi sono così attenti a promuovere i servizi di ciarlatani o aspiranti stregoni, dovrebbero fare il proprio ruolo e dunque lavorare sulla diffusione della cultura finanziaria e non certo promuovere in maniera occulta i servizi di privati.  

Attenzione signori sfatiamo un altro teatrino: i CTU non sono persone che hanno sostenuto esame nella materia specifica , non hanno competenze certificate o certificabili, ma piuttosto professionisti iscritti ad Ordini Professionali o Collegi, quelle stesse realtà che sono i primi alleati di banche e finanzieri.  Non c'è nessuna commissione che definisca se un CTU è padrone o meno realmente della materia.  Vengono premiate le caste a discapito di chi mette la propria vita professionale nelle mani di chi non sempre dimostra di conoscere la legge e sempre più spesso fa riferimento a normative extra legge (es. Banca d'Italia) che non hanno alcun riferimento nel codice di procedura civile o penale. 

Tutto è contro i consumatori/imprenditori: consulenti imbonitori, tribunali non unanimi nelle pronunce (e dunque fautori di possibili scappatoie per le banche) , assenza totale di cultura finanziaria nel mondo dell'imprenditoria.  La politica non è latente in tal senso: assistiamo ad un silenzio assenso su una serie di bug a totale favore dei poteri finanziari forti.  Tantissime responsabilità civilmente sono prescritte ed il fenomeno ha pochi anni di orizzonte temporale. 

Soltanto un serio intervento legislativo può invertire un trend che non sembra dare opportunità reali di giustizia ai consumatori gabbati.  Tutto ciò a cui assistiamo oggi è molto lontano dall'uguaglianza dalla legge per tutti.  Si sente il vuoto da parte dello Stato ed è forse questa la beffa più grande per i consumatori.