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in foto: REUTERS/Brendan McDermid

Si apre il sipario, si va in scena. La finale degli US Open 2015 abbraccia l'Italia, gli Stati Uniti si tingono d'azzurro e accolgono nello showdown finale Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Il derby pugliese è il derby dei sorrisi, della spontaneità ma è anche il derby tra due amiche che si vogliono bene e percorrono la stessa strada sin da bambine ma che non vogliono mollare, vogliono lottare e vincere, inseguire ed acciuffare il loro personale sogno americano.

Dal Trofeo Bonfiglio di Milano e dal Roland Garros under 18 che le ha viste trionfare fianco a fianco nel 1999, all'opera più bella, quella di Flushing Meadows quindici anni dopo. Se Roberta aveva realizzato il suo piccolo grande sogno togliendo la passerella di casa alla numero uno Serena Williams, Flavia aveva ancora molto da dire. La brindisina ha fatto fuori Gajdosova, Niculescu, Cetkovska, Stosur, Kvitova e Halep per approdare a questa finale agrodolce.

Due Fed Cup e 11 titoli WTA in bacheca, Flavia aveva già vinto un Grande Slam nel doppio con Gisela Dulko: Australian Open 2011. I problemi fisici iniziano a tormentarla l'anno successivo e l'intervento al polso destro la tiene lontana dal circuito per molto tempo. Il rientro non sarà facile ma Flavia stringe i denti e continua a lottare e nel settembre del 2013 arriva in semifinale proprio agli US Open, ma è Vika Azarenka a tagliarle la strada.

Con la vittoria di Indian Wells l'anno successivo Flavia Pennetta torna nel tennis che conta e oggi si porta a casa il primo torneo del Grande Slam in carriera, un momento che rimarrà scritto nella storia del tennis italiano (solo Francesca Schiavone era riuscita a portarsi a casa un major prima di lei, il Roland Garros 2010). Flavia sorride, alza al cielo il suo trofeo, bacia il suo Fabio e saluta il tennis. Un'uscita di scena degna di un'opera teatrale, la più bella della sua carriera, quella a Flushing Meadows.