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in foto: Un’immagine tratta dai materiali di comunicazione di ITS Maker, frutto della fusione degli ITS di Bologna, Modena e Reggio Emilia.

Si sono diffusi sul territorio italiano a partire dal 2011, a seguito di una normativa europea del 2008. Si chiamano ITS, Istituti Tecnici Superiori, e rappresentano una risposta reale al mismatch tra domanda e offerta, che da anni caratterizza il mercato del lavoro nazionale. L'obiettivo?  Formare una nuova generazione di tecnici, in grado di inserirsi nei distretti ad alto tasso di specializzazione, valorizzando le peculiarità territoriali e le  richieste imprenditoriali.

Se infatti da un lato la disoccupazione giovanile in Italia supera il 35%, dall'altro i dati confermano una costante richiesta di profili tecnici specializzati da parte delle aziende, che si attesta oltre le 100.000 figure. Come funzionano gli ITS e come vi si accede? Si tratta di percorsi post-diploma biennali, ad accesso gratuito, che prevedono una forte commistione di formazione teorica e pratica: oltre il 50% delle ore di docenza è affidato a referenti aziendali e circa il 30% è dedicato a stage obbligatori. Per accedere al test d'ingresso è richiesto un diploma in area preferibilmente tecnica e una buona conoscenza della lingua inglese. La campagna di ammissione è già attiva e le domande presentabili.

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Operativi da pochi anni, gli ITS presentano dati incoraggianti: secondo le statistiche del Miur più del 50% dei diplomanti ITS ha trovato un'occupazione, con punte in distretti specifici che superano il 90%. Caso emblematico nel panorama degli ITS è quello di ITS Maker, in Emilia Romagna, frutto di un percorso di fusione tra gli ITS di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Oggi ITS Maker rappresenta un'unica realtà, in grado di erogare e coordinare percorsi formativi specifici per le richieste territoriali. L‘offerta formativa della sede bolognese si concentra sul comparto del Packaging, mentre Modena prevede sbocchi lavorativi all'interno della cosiddetta Motor Valley, con corsi dedicati alla meccanica e alla motoristica, anche su motori elettrici di ultima generazione; Reggio Emilia forma tecnici superiori in ambito meccatronico e oleodinamico.