Una mattina di metà settembre mi reco al comune del mio paese, una piccola comunità dell'alto vicentino di appena 900 anime. Nulla di particolare, d'altra parte non succede quasi mai nulla di eclatante, tutti conoscono tutti, ma io non conosco praticamente nessuno. Una cosa, però, percepisco, la seguente: nonostante l'anno scolastico sia già iniziato da qualche giorno, la scuola elementare, che dista a pochi metri dalla mia meta, è ancora rigorosamente chiusa. Non c'è la classica vivacità dei bambini così come non c'è la fretta dei genitori, in ritardo nel recarsi a lavoro, nell'accompagnare i propri figli nel luogo dell'istruzione. Non c'è nemmeno traccia del pulmino giallo parcheggiato in cortile. In poche parole, la scuola elementare è un edificio fantasma così come il paese.

Una volta entrata in comune, dopo aver fatto le mie commissione e approfittando del fatto che nessuno attende il proprio turno dietro di me, chiedo al gentile impiegato cosa è successo fuori queste mura. La sua risposta è proprio quella che aspettavo: la scuola è stata chiusa e i bambini sono stati trasferiti in un altro istituto di un paese (altrettanto piccolo) qui vicino. La motivazione: non c'erano più fondi, a seguito dei vari "tagli" economici fatti dallo stato, per mantenerla funzionante, essendo anche pochi gli alunni iscritti. E' vero, il mio paese ha un tasso di nascite davvero basso e un'età assai longeva nella popolazione, ma non capisco perchè questa scelta così drastica! D'altra parte, a mio avviso, avrebbero potuto unire gli scolari elementari con i bimbi della scuola materna. Assieme avrebbero potuto fare un discreto gruppo e sfruttare al meglio quel edificio in cui, anch'io anni fa, ci ho passato cinque anni della mai vita per imparare a leggere, scrivere, fare i problemi di matematica, ma soprattutto imparare le temutissime tabelline.

Ora, invece, nel mio paesino di adozione, essendo io natia di Napoli, regna il silenzio interrotto solo dai pettegolezzi di chi conosce tutti, le solite dicerie. Si sta perdendo il valore dell'istruzione. Se così non fosse, anni fa non avrebbero chiuso anche la biblioteca poichè godeva di scarse visite e scarsi prestiti di libri. Nulla cambia in meglio, ma in peggio: sta diventando davvero un paese fantasma dell'alto vicentino.

Fonte immagine: creazione mia presa da un lampo creativo