Nel mese di maggio 2014 Giovanni Tamburino lascia il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria così da consentire al Governo, almeno in teoria, di nominare il nuovo capo. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, immediatamente dopo la revoca dell’incarico a Tamburino, aveva  dichiarato ad una testata giornalistica: “Finora, con un’emergenza da affrontare, non si poteva parlare di organigrammi, ma ora vorrei anche legare l’assetto del Dap alla nuova fase e per questo ho bisogno di un tavolo sgombro. Voglio riservarmi qualche giorno per ragionare e verificare tra le diverse soluzioni possibili”.

A quanto pare la scelta non sembra  facile visto che, da molti mesi, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria non ha un capo. A reggere le sorti del DAP c’è l’attuale vice capo vicario Luigi Pagano, un dirigente generale dell’amministrazione penitenziaria, noto per aver “guidato”, per circa 15 anni, il carcere di San Vittore e successivamente a capo delle carceri Lombarde fino al 2012.

In questi mesi si è dato il via  anche al  totonomine, sono stati fatti i nomi di Paolo Mancuso, Mauro Palma, Giovanni Salvi, Giovanni Melillo, Elisabetta Cesqui e Santi Consolo ma, a quanto pare, la torta è troppo grossa e di set­ti­mana in set­ti­mana la nomina viene rin­viata, con il rischio di una piccola crisi di governo sul rias­setto dell’amministrazione peni­tenziaria.

E’ probabile che il Ministro della Giustizia abbia già individuato il nome del nuovo capo del DAP ma è altrettanto probabile che questo nome non riesca ad arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri, forse per le diverse opinioni del Ministro della Giustizia e di Matteo Renzi, sul riassetto dell’amministrazione penitenziaria e sulla polizia penitenziaria.

In tutto questo periodo sono circolate le voci più disparate, dalle più inverosimili alle più pericolose, sulla possibile nomina a capo del Dap di un dirigente dell’amministrazione penitenziaria a cui affidare le sorti di circa 50 mila lavoratori, 80 mila detenuti compresi quelli in misura alternativa, la manutenzione di 205 istituti di pena, la costruzione di eventuali nuove carceri, i rapporti con sindaci, procure, associazioni di volontariato e sindacati.

C’è un dirigente del DAP che può portare sulle proprie spalle questa croce ma, soprattutto, che abbia una storia e un programma alternativo e credibile?