Oggi 5 novembre si commemora una storia che credo molti di voi conoscano anche, soprattutto, grazie allo straordinario film "V per Vendetta" che James McTeigue c'ha regalato nel 2005. La storia è abbastanza semplice ma dietro nasconde degli spunti di riflessione validi ancora oggi. Certo con personaggi e metodi molto cambiati ma la natura di quell'atto rimane la stessa.

Siamo in Inghilterra nel 1600 e un tale Guy Fawkes decide, assieme ad un gruppo di insurrezionalisti, di far saltare in aria il parlamento (la Camera dei Lord) durante una seduta e uccidere Re Giacomo I. Questi si preparano con dei barili di polvere da sparo ma alla fine vengono scoperti e gli artefici furono, come d'uopo, interrogati, torturati, impiccati, squartati e decapitati. Questa, in breve, è la triste fine di chi stanco delle tirannie della Corona Britannica ha deciso di mettere un punto alle vessazioni attraverso la violenza.

Arriviamo al giorno d'oggi. Come allora si respira un'aria pesante dove si vedono degli scontri, verbali tra le istituzioni ma anche fisici tra le parti sociali e le forze dell'ordine, tra i cittadini e gli stranieri e così via. Insomma si sta vedendo in giro come le tensioni sfocino sempre in vere e proprie manifestazioni di violenza e arrivando a non avere più fiducia nello Stato, nei suoi organismi e ovviamente nei corpi di polizia che dello Stato sono il pugno.

Partendo da un'analisi politica è facile delineare come, per adesso, vi sia una sfiducia dilagante del popolo verso la "res publica", verso i partiti e verso i rappresentanti di questi. Basti notare i dati elettorali delle ultime elezioni che vedono punte altissime di astensionismo. In queste paludi comincia a insinuarsi – basti pensare alla crescita dei consensi della Lega Nord, anche in zone lontane dalla "Padania"- il seme del populismo e della demagogia. Ad esempio, qual è il problema dell'Italia in questo momento? L'immigrato. In passato era il "terrone". E' facile in momenti di crisi cullarsi su analisi a mio avviso superficiali, trovando soluzioni semplici ed immediate.

Facile gridare "gli immigrati clandestini vi rubano il lavoro, il denaro e vi borseggiano" difficile capire perché lo fanno o in che percentuale questo avvenga. Facile altre sì affermare che l'Europa è un covo di burocrati che ci impongono dei vincoli economici stringenti ma difficile spiegare che quell'Europa l'abbiamo fatta noi dal '57 ad oggi, e che in quell'Europa, al momento, rivestiamo un ruolo di rilievo, la Presidenza Europea, e nessuno se ne sta accorgendo. Perché? La colpa è dell'Europa o nostra che non siamo in grado neanche di leggere un bando emanato dall'Unione?

Altra congiura ed altri attacchi veementi sono rivolti agli organi dello Stato, primo fra tutti quello delle forze dell'Ordine. Infatti, ormai è noto a tutti come la polizia abbia caricato il corteo della FIOM a Roma sotto degli ordini di "carica" impartiti da qualche superiore; tutto ciò ovviamente ha provocato scompigli e una maggiore avversione verso le autorità che in questo momento non stanno certo splendendo di luce propria. Altro episodio che sovviene in questi giorni è quello della morte di Stefano Cucchi. Tra il popolo si è insinuata la certezza che sia morto in seguito ad un pestaggio, in seguito anche alla visione delle foto del cadavere diramate dalla sorella Ilaria. Per la Corte d'Assise d'Appello di Roma, invece, gli imputati sono tutti da assolvere. Il dubbio che ci sia stata omertà è forte e non aiuta di certo il miglioramento del rapporto tra lo Stato ed i cittadini, che si sentono sempre più abbandonati.

Insomma questa frangia della Nazione merita una rettifica perché a quanto pare non sono bastati gli scontri alla Diaz durante il G8 di Genova, non è bastato il pestaggio durante la manifestazione dei "senza casa" a Roma qualche mese fa, non è bastato neanche il caso Cucchi, adesso la polizia sta di nuovo scendendo in assetto antisommossa picchiando e pestando chi manifesta (art. 21 della Costituzione) e chi chiede un lavoro (art. 1 e 35 della Costituzione; in primis). Questo è inaccettabile, questo rientra nei perché delle "Congiure delle Polveri", rientra nei perché dell'odio e nell'avversione dei cittadini verso lo Stato e i suoi funzionari.

Si spera che d'ora in avanti vi sia una politica più presente e decisionista che non lasci i casi dicendo "chi sa, parli" perché è ovvio che nessuno è così imbecille da andarsi a inficiare carriera, vita e tutto il resto. Deve essere uno Stato attento ai bisogni dei cittadini, deve capire che non stiamo attraversando un buon momento, che le folle si stanno muovendo e che se non prende immediatamente provvedimenti seri e mirati rischia non una ma migliaia di "Congiure delle Polveri"; dettate dal vociare dei populisti e dall'odio innestato dalle frange di estrema destra che serpeggiano nel nostro "Belpaese".

Gaetano Gatì