"Mai avrei detto né tantomeno pensato di poter fare il cantante. Era la cosa più remota che potessi immaginare. Vedevo i miei amici suonare, ma sembrava così difficile.."
"E poi?"
"Poi un giorno intorno ai 20 anni ho trovato in casa la chitarra di mia sorella. E non la ho più lasciata."

in foto: Credits: Giacomo Latorrata

Realista, disilluso ma al contempo sognatore. Lontano dal palco dove ci narra, mettendole in musica, tracce di un passato vero o immaginario che prende forma tra le righe di testi intessuti di senso e assonanze, Giuseppe Peveri (alias Dente) si racconta così. Curioso, creativo, appassionato di ciò che fa e premuroso nel sincerarsi che non venga mai fatto per gli altri quanto per rispondere ad un'esigenza personale: quella di tirare fuori ciò che ha dentro, liberarsi di un pensiero, metter nero su bianco un'idea che sulle righe di una canzona suona sicuramente meglio.

Credits: Giacomo Latorratain foto: Credits: Giacomo Latorrata

Lo abbiamo incontrato al Monk di Roma, dove il 7 ottobre ha terminato con un concerto emozionante il lungo tour che lo ha visto protagonista (da ottobre 2016) di oltre 50 palchi in tutta Italia e all'estero. Un tour infinito per "Canzoni per metà" – un contrasto anch'esso, ma cos'altro ci si può aspettare dal Re dei giochi di parole e delle figure retoriche ?
"Canzoni per metà è un album dal doppio senso. Se da un lato vuol significare che si tratta di canzoni per le mie metà – donne passate, presenti, future, sognate o sperate – dall'altra parte rappresenta un modo per introdurre una serie di tracce brevi, che a primo ascolto (o ad ascolto distratto) possono sembrare incompiute, ma che in realtà hanno in toto una loro dignità. Perché son scritte con sincerità. E tutto ciò che è sincero merita riconoscimento."

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"Non solo solista, ma so che il disco lo hai suonato tutto tu. Completamente indipenDente. Credi che questa scelta di autogestione, negli anni, abbia rallentato o velocizzato la tua scalata delle classifiche?"
"Si, il disco l’ho suonato tutto io, improvvisandomi batterista, pianista, bassista, chitarrista e cantante. Volevo che l'album fosse mio al 100%, motivo per cui inizialmente decisi anche di registrarlo a casa. Ho virato poi sullo studio per una qualità migliore indispensabile oggi, ma ho scelto comunque uno studio familiare come quello di Appino a Livorno, a cui mi sono affidato per registrazione e missaggio. L'etichetta Pastiglie invece è la mia. La scelta di esser solista mi ha sempre agevolato in questo. Il tempo decisionale è dimezzato, non ci sono problemi organizzativi né di impegni. Ho potuto iniziare a portar la musica porta a porta fin dagli inizi. Ora per la distribuzione mi aiuta la Sony."

Non stupisce dunque pensare che anche la band di appoggio durante il tour sia cambiata nel tempo, variabile intorno alla costante Dente. La scelta del cantautore è andata sui Plastic Made Sofa, gruppo già formato con il quale ha cavalcato tutti i palchi dall'inizio della tournée ed ha inciso anche il pezzo fuori album "L'amore è quello che si ha". Ed è sempre questo sentimento ad esser leitmotiv dei suoi momenti migliori, tanto da averci confessato che il live più emozionante che ha fatto è stato a Milano in conclusione del tour 2010 "L'Amore non è bello".

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"L'amore non è bello ma è quello che si ha. E se si rende necessario, io ti taglio in due per conoscerti meglio. Perchè non è poi la fine del mondo se non sei la fine del mondo. Tra i tuoi testi intrecciati, c'è un gioco di parole a cui sei più legato, e una parola che hai coniato?"
"Vediamo, vediamo.. ce l'ho! Non c'è due senza te. Ho scoperto che ne hanno fatto anche un film (ma non vi darò dettagli in merito, meglio, fidatevi). E per la parola coniata.. penso di essermi inventato tantissimi termini tra cui anche Universatile. Son tutte parole così semplici da comprendere che uno a posteriori si domanda: ma perché non esistono già nel dizionario? "

"Perché il tuo dizionario è più bello. E' un mix tra le idee innocenti di un bambino sognatore e la consapevolezza ponderata di un adulto autore. Un susseguirsi di storie vissute e favole immaginate, che si rincorrono non solo tra le righe dei tuoi testi ma anche del tuo libro Favole per bambini molto stanchi. A proposito di questo, ti sei reso conto che in un'epoca come la nostra in cui tutto corre e non si ha tempo neanche per leggere, i tuoi racconti di poche righe – così come le canzoni a metà – sono geniali?"
"In realtà quando ho scritto il libro, così come quando ho composto le tracce, non ci avevo pensato. Mi è sempre piaciuto sottrarre, dire più cose con poche parole. Se una frase può avere più significati, son felice. Il gioco è quello di raccogliere, fondere, e ridurre. E effettivamente a posteriori mi rendo conto che è anche funzionale. Sui social, tra la fretta, gli appuntamenti e le radio che passano le canzoni a metà. Almeno le mie così le passeranno per intero!"

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"Giochiamo a ridurre. C'era una volta..?"
"E adesso non c'è più"
"Se solo avessi saputo che..?"
"C'era una volta"
"E vissero tutti..?"
"E nessuno morì"

"Continuiamo a giocare. Ho sentito che ti piace Casadei, e letto un'intervista in cui riveli che ti piacerebbe collaborare con Tommaso Paradiso. Dopo la canzone Rimini di uno e Riccione dell'altro, su quale altra città dell'Emilia ti lanceresti e con quale artista vorresti farlo?"
Ride.
"Marina di Ravenna! E voglio cantare il pezzo con Nick Cave. Si, io e Nick per Marina di Ravenna"

"Potrebbe diventare un tormentone da cantare sotto la doccia! E tu, cosa canti sotto la doccia?"
"Io non canto sotto la doccia. Anzi non canto mai senza la musica in generale. E il mio bagno non ha un buon riverbero..!"

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"Rimanendo in bagno.. So che Dente è un soprannome che ti ha dato tuo zio a 13 anni senza una vera storia alle spalle. Ma oggi che ormai sei conosciuto ai più con questo nome, stai dedicando maggior cura ai tuoi denti?
Ride di nuovo.
"Confesso di aver sempre avuto dei denti debolissimi. Ma da quando canto il dentista mi ha detto che la situazione è notevolmente migliorata. Coincidenze? Io non credo"

"Giuseppe, cosa consiglieresti con il cuore a un ragazzo che sta intraprendendo oggi il tuo percorso, che come sappiamo tutti non è stato semplice e continua ad esser pieno di imprevisti e punti interrogativi?"
"Gli direi di perseguire la sua felicità. Sembra una frase fatta in realtà a me ha cambiato la vita. Ho passato anni a fare ciò che non mi piaceva per potermi mantenere, per sopravvivere, accontentandomi. Per anni non son stato felice. Poi un giorno mi sono alzato, e mi sono promesso che da quel momento mi sarei voluto alzare ogni giorno con il sorriso e la pienezza di fare ciò che mi riempie. Avevo 30 anni, e da allora ci ho messo tutto me stesso, mi son giocato tutto. E oggi ringrazio di averlo fatto. Dunque fate ciò che vi piace, ciò per cui siete disposti a tutto. E fatelo con passione, e sincerità. Vi ripagherà."

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