La storia di Tiziana Cantone rientra nel novero dei fatti di cronaca capaci di scuotere l'intera opinione pubblica.  L'utilizzo distorto dei nuovi strumenti di comunicazione di massa ha probabilmente portato al tragico suicidio di una ragazza, schiacciata dalla morale pubblica e da quel vouyerismo cinico che quotidianamente distrugge migliaia di vite in tutto il mondo.  In una storia che anche nelle indagini ha palesato più di qualche perplessità, un contributo di valore è quello dall'avvocato calabrese Romina Farace, che con il giornalista Luca Ribustini ha pubblicato il volume " Uccisa dal web: Tiziana Cantone. La vera storia di un femminicidio social. Dalla testimonianza diretta di Maria Teresa Giglio" (Juvence Editore).   Maria Teresa Giglio è la madre della giovane Tiziana , che non si è mai arresa davanti alla ricerca della verità.

Ma il contributo di Farace alle indagini è determinante: fu proprio l'avvocato infatti a ritrovare una SIM CARD dove la giovane aveva conservato oltre 27.000 messaggi tratti dai social network. Ed è proprio dall'esame di quei messaggi e dalla messa in sistema con tutti gli altri indizi a disposizione degli acquirenti che può essere possibile giungere alla verità oggettiva sulla morte della Cantone. Una ragazza descritta da tutti come gioiosa, piena di vita, forte della sua giovane età e che una serie di pettegolezzi e commenti ha portato al suicidio nel 2016.  Le domande della Farace sono giuste: ognuno di quei 27.000 messaggi è stato esaminato dagli acquirenti ? Perchè tanta cattiveria intorno a Tiziana ? Non è forse il web e le sue "non regole" feroci il co-protagonista di questo dramma in cui nessuno degli attori può dirsi innocente ?  Romina Farace con la sua inchiesta restituisce dignità a Tiziana  e fa si che la sua morte non sia vana ma monito duro per tutti coloro che utilizzano i social in maniera impropria senza avere piena contezza degli effetti che un semplice like può generare.   E così un caso di cronaca che nella sua veste dura e spietata, racconta la parte buia dei nostri giorni e la solitudine dei giovani sempre più social dipendenti, viene riaperto dall'amore di una madre e dalla determinazione della Farace e di Ribustini, che non lasciano nulla al caso e chiedono giustizia per Tiziana e le tante vittime della stupida e becera mentalità maschilista che ogni giorno fa più vittime di una moderna guerra civile.