Non è mai facile per noi donne, nella vita, nel lavoro, nello sport. Anche quest'anno Wimbledon si è concluso così, con la numero 1 al mondo che alza il trofeo più prestigioso, emblema del tennis antico e moderno, quel trofeo che ogni tennista sogna di vincere sin da bambino, come i calciatori sin dalla prima volta che toccano un pallone hanno sempre sognato di vincere i Mondiali. E all'All England Lawn Tennis and Croquet Club vince, ancora e per la sesta volta nella storia, Serena Williams, mettendo in scena la sua solita performance: quella vincente. Ma, in realtà, Serena ha mostrato molto di più.

E' il Grande Slam numero 21 per Serena che insegue Steffi Graff ad un solo titolo Slam di distanza in totale e soprattutto ad un solo titolo Championships dalla tedesca che, mi piace sottolineare, è prima una donna ed una ex tennista di successo e poi la moglie dell'ex stella del tennis Andre Agassi. E' davvero facile immaginare come la Williams possa ancora dominare il tennis moderno, bella e possente, determinata, ricca e di successo, giramondo, solare sicura di sé e a tratti arrogante: la donna che tutte noi donne vorremmo essere. 

E alla faccia di coloro che denigrano la sua muscolatura, che la paragonano ad un uomo, che cercano di svilirla per sopire le proprie frustrazioni. Alla faccia di coloro che giudicano, sghignazzano, senza conoscere la storia di una bambina di colore e di sua sorella, della sua famiglia, del sogno americano e dei sacrifici per giocare il più regale degli sport. Ad ogni singolo trofeo alzato al cielo i suoi balli e i suoi sorrisi contribuiscono a farci amare ancora di più questo sport, in barba a chi, ad esempio, ha commentato vilmente una sua bellissima foto in posa con il campione della categoria maschile Novak Djokovic. Perchè Serena, nonostante qualche furbo dica che dovrebbe gareggiare con gli uomini, è grandiosa e ha più successo di un mezzo miliardo di uomini sulla faccia della terra. E' forse questo il problema?