Troppi medici precari, urgente una riforma post-laurea

Parlando di precarietà, pare che ci siano delle importanti novità nel settore medico, ieri infatti, il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha affermato in un'intervista al Mattino di Napoli, l'idea di voler tamponare la grave carenza di medici specialisti in medicina d'urgenza e quindi al pronto soccorso.
Troppi medici precari che necessitano di una stabilità per il pubblico impiego e troppi costretti ad emigrare dal Sud Italia al Nord.

Il disagio è infatti è avvertito soprattutto in Campania, dove molti medici, dopo aver conseguito con fatica ed impegno una laurea in medicina, seguono un corso di formazione regionale per l'emergenza, ma restano relegati in una situazione indefinita perché la regione omette la pubblicazione di ambiti carenti, ovvero i posti da occupare a tempo indeterminato. Alcuni hanno anche superato la cinquantina, pur svolgendo da anni un lavoro che comunque richiede una grande responsabilità, non sono tutelati e spesso sono esposti a situazioni paradossali, come il fatto di essere respinti nei concorsi per carenza di titoli, rispetto alla grave emergenza di carenza di medici.

“Negli anni non è stata fatta una corretta programmazione – aggiunge il Ministro – e stiamo lavorando a una misura di urgenza per sanare questa situazione”. L’obiettivo è dare la possibilità a tutti medici che, pur senza i titoli, lavorano con contratti precari di varia tipologia nell'area dell’emergenza, di accedere ai concorsi laddove abbiano acquisito una esperienza sufficiente. “Si tratta di un primo passo – dice il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa – per mettere in cantiere una più ampia riforma della formazione dei medici”.

Il ministro della Salute sta introducendo un tema che sarà molto dibattuto in questo periodo, ovvero il ricalcolo del fabbisogno di camici bianchi, per avere la sicurezza di non restare senza medici e di importarli dall'estero. Si tratta quindi di capire quali sono le figure carenti nelle varie discipline e di proporre una riforma integrale della formazione post-laurea che riguarda i paesi europei, come Francia e Gran Bretagna, in cui il percorso riesce a coniugare studio e lavoro.