La scelta della location non poteva essere più azzeccata. La Corte Medievale di Palazzo Madama, a Torino, ha ospitato una mostra suggestiva quanto accurata dal titolo "Carlo Magno va alla Guerra": racconti, amor cortese, chanson de geste e pitture medievali raccontano storie e aneddoti riguardanti la vita di un cavaliere alla corte di Carlo Magno. Il tutto corredato da veri e propri cimeli provenienti dalla corte dell'Imperatore.

L'esposizione si divide in dieci sezioni tematiche: Le pitture murali di Cruet; I committenti attivi all’epoca; La guerra, i tornei e la caccia; Interni gotici; Poemi e romanzi cavallereschi; Le spese di corte; Gli oggetti preziosi e i giochi; La tavola del principe; La devozione privata; I santi cavalieri.

Il cavallo di battaglia della mostra è il Girart de Vienne di Bertrand de Bar-sur-Aube, chanson de geste risalente al 1180 che narra la vita e le gesta del cavaliere Girart e come la sua vita venga influenzata dalla morte del Duca di Borgogna. Le pitture raccontano la sua investitura, il rifiuto nei confronti della Duchessa di Borgogna, troppo audace nel chiedergli la mano per una donna di quel tempo (Carlo Magno perderà poi la testa per lei), banchetti e tentati assassinii.

Le pitture murali, lunghe 40 metri e restaurate nel 1988, vengono dal Castello di Cruet (Val d’Isère, Francia) dove erano proprietà dei signori de la Rive, vassalli di Amedeo V di Savoia (1285-1323) mentre il resto della collezione è formata da oggetti già appartenenti al Museo di Palazzo Madama e dai castelli di Moncalieri, Montaldo di Mondovì (Cuneo), San Vittoria d’Alba (Cuneo) e Quart (Aosta).

La mostra arriva in Italia anche grazie alla proficua collaborazione (che va avanti dal 2001) tra il Museo Civico d’Arte Antica di Torino e il Musée Savoisien di Chambéry.

Il Museo di Palazzo Madama

Se non avete ancora avuto modo di visitarlo vi consiglio vivamente di Visitare il Museo di Palazzo Madama, residenza delle consorti reali tra il Seicento e il Settecento.

Dal Giardino Medievale della Principessa, collocato al piano -1, potrete accedere a tutti gli altri piani, meglio se grazie al suggestivo ascensore panoramico. Al piano terra uno spazio dedicato alle arti dal Gotico al Rinascimento (la punta di diamante è certamente il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina); al primo piano spazio al Barocco e alla mobilia di Pietro Piffetti e Luigi Prinotto, famosi ebanisti del tempo e rappresentanti soprattutto dello stile di Luigi XV; al secondo piano capolavori di ogni genere, tra le raccolte più importanti d'Europa in fatto di arti decorative, da ceramiche e avori, a vetreria e tessuti.

La visita termina con l'approdo alla Torre Panoramica, all'ultimo piano, che vi mostrerà svariate e bellissime facce di Torino vista dall'alto.