Funziona così in Italia.

Per oltre 10 anni noi stupidi cittadini della terra dei fuochi urliamo, manifestiamo, chiediamo registri dei tumori e niente. Poi un giorno Le Iene fa un servizio e l'opinione pubblica di sveglia. Per opinione pubblica intendo anche i cari cittadini delle suddette terre. Persone che i rifiuti tossici li tenevano seppelliti sotto casa, ma che ignoravano tutto. Avevano la testa sotto la sabbia così, quando chiedevi loro di firmare registri, di manifestare con te, di indignarsi rispondevano "perchè?, io sto bene così!".

Poi ad un certo punto le persone iniziano ad ammalarsi, i  numeri salgono vertiginosamente, anche quelli con la testa sotto la sabbia si ammalano. Il silenzio non salva la vita, soprattutto se sei costretto a respirare e mangiare tossine per anni.

Allora iniziano i talk show, i dibattiti, si indignano tutti.

Nessuno vuole più mangiare i prodotti delle nostre terre, quelle baciate da sole. Crollano le vendite, i contadini vengono massacrati e l'avantspettacolo continua.

Ora Renzi vuole bonificare. E si. Una bonifica che costa tre volte il prezzo normale. ABBIAMO ( la prima persona plurale è necessaria) permesso che avvelenassero il nostro territorio. La paura ci impediva di parlare.

Ora a Nola, uno dei 51 comuni infetti, sono tutti arrabbiati. A breve ci saranno le elezioni e "la rivolta" fa comodo.

Verrebbe da domandare al sindaco e ai vari consiglieri cosa hanno fatto in tutti questi anni ( quelli in cui ci lasciavamo avvelenare mentre loro prendevano il "gettone di presenza").

Ci chiamavano il paese dell'indignazione per convenienza.