ciro colonna vittima innocente di camorra

Il Comune di Napoli ha appena approvato una delibera che conferisce un contributo di 2000 euro destinato alle famiglie di alcune vittime innocenti di camorra che hanno perso la vita negli ultimi due anni. La delibera di giunta comunale a firma dell'assessore alle Politiche Giovanili, Alessandra Clemente, e dell'assessore alle Politiche Sociali, Roberta Gaeta, concede il contributo straordinario ai parenti delle vittime innocenti Luigi Galletta, Genny Cesarano e Maikol Russo. Il criterio è nobile, ovvero aiutare nuclei familiari che "versano in uno stato di particolare disagio socioeconomico".

Nel comunicato stampa diramato dopo l'approvazione si legge che: “Il Comune di Napoli” dichiara l'Assessore al Welfare Roberta Gaeta “sostiene in tutte le sue forme un'azione di costante sensibilizzazione e supporto al fine di debellare il fenomeno della criminalità. Questi ragazzi non sono solo nomi, ma realtà di vite brutalmente spezzate, densità di un vuoto che lasciano nella loro famiglia, ferita profonda al cuore della Città. Insieme alle famiglie di Napoli vogliamo raggiungere l'obiettivo di ridimensionare le circostanze delittuose, ponendoci senza alcuna eccezione come interlocutori reali dalla parte dei bisogni dei cittadini”. “La recrudescenza del fenomeno criminale e l'aumento spropositato di vittime innocenti, estranee alle dinamiche criminali e giovanissime” continua l'Assessore ai Giovani Alessandra Clemente “ci impone di essere al fianco di queste famiglie, con l'augurio fatto del massimo impegno, che non occorrerà preventivare neanche un euro nel nostro futuro perché vorrà dire aver posto la parola fine a episodi così vili e liberato dalla violenza e dalle armi le nostre strade. Abbiamo deciso di schierarci al fianco di quelle famiglie che devono fronteggiare la scomparsa improvvisa di un loro caro. Questo contributo non vuole alcun modo essere un risarcimento, ma solo un atto concreto per dire che ci siamo e che lottiamo al loro fianco per la giustizia e la verità”.

Nel calcolo puramente matematico della situazione economica delle famiglie è rimasta esclusa quella di Ciro Colonna – il diciannovenne ucciso a Ponticelli durante il raid omicida contro il boss dei "Babutos", Raffaele Cepparulo. Gli amici della famiglia Colonna si sono immediatamente scagliati contro la delibera e indignati sui social network. Gennaro è drastico su Facebook e definisce Ciro una –"vittima di serie B" la cui unica colpa è aver avuto un "papà che si fa il culo tutta la settimana guidando un tir lungo tutta l'Italia" e che "il giorno dell'omicidio si trovata a mille km da casa". La sorella di Ciro "ha lasciato il lavoro per stare vicino alla mamma e mantenere viva la memoria di Ciro". La famiglia Colonna vive nelle palazzine popolari del Lotto O di Ponticelli, anche se le percentuali ISEE potrebbero essere un po' più alte delle altre ha dovuto far fronte da sola a tutte le spese, anche quelle del funerale.

"Abbiamo bloccato la delibera per due mesi e l'assessore Clemente ha fatto le barricate pur di inserire anche la famiglia di Ciro Colonna in delibera" ci dicono dall'assessorato alle Politiche Giovanili, purtroppo "il regolamento comunale prevede che il contributo possa essere dato soltanto alle famiglie che la legge nazionale definisce indigenti". Dall'assessorato ribadiscono la vicinanza e la volontà di incontrare nuovamente la famiglia di Ciro, anzi di lavorare anche a modifiche da proporre al regolamento comunale in modo da svincolare l'erogazione del sussidio dai termini puramente economici fissati dalle leggi nazionali.