"#stiamoarrivando", ecco l'ennesima beffa dell'IS che adesso si prende gioco dell'Occidente alla "Renzi-maniera". Attraverso i tweet. Loro sanno che basta un video postato su youtube o una dichiarazione su facebook per scatenare il terrore negli animi dei cittadini europei; e da bravi strateghi stanno escogitando un intero piano ancora imperscrutabile ma dalle trame finissime.

Facendo un piccolo passo indietro notiamo che, hanno messo piede in Libia in modo rapido veloce e soprattutto incontrastato questo anche grazie alla condizione politica libica che vede due parlamenti (uno riconosciuto a Tobruk) e uno in mano alle forze islamiste a Tripoli. Presa al Libia mettono sul banco delle proposte, il riconoscimento di questo governo tripolitano e la fine dell'embrargo di armi alla Libia. Come se fossero soggetti affidabili con cui entrare in trattativa loro presentano sul tavolo le loro proposte verso cui aspettano soltanto una risposta "sì".

Altra peculiarità è il modo plateale  con cui si stanno facendo spazio nel web e non solo. Dopo aver messo una bandierina tra la Tripolitania e la Cirenaica hanno mandato online il video dell'uccisione degli egiziani, cristiani-copti, a cui è seguito un forte intervento militare del Cairo, per adesso unico governo che sa cosa vuole e sta mettendo in campo le sue armi, anche senza il consenso della comunità internazionale.

La domanda, conseguentemente, nasce spontanea. Cosa si sta facendo a nord del Mediterraneo e soprattutto cosa si sta facendo oltre l'Atlantico. Il vertice di Washington cosa ha prodotto? Al momento non si è ben capita la strategia messa a punto (qualora ne esista una) dagli USA e dall'Europa. Il nostro Altro Rappresentante per la politica Estera, Mogherini, non ha espresso pareri. La parola viene contesa tra Renzi in Italia, Obama negli USA e Bernardino Leon per l'ONU, con qualche spruzzo di interventi da parte di un diplomatico o un ministro degli esteri.

i si auspica una via diplomatica, ma per trattare con chi? Con i tagliagole? Con Abu Bakr al-Baghdadi individuabile solo attraverso qualche video di minacce verso l'Europa? Come devono essere espletate queste misure diplomatiche non c'è dato a saperlo però le minacce nere continuano, attraverso i social media, attraverso i video e chissà quando aspetteremo per vedere le bombe.

Non finisce qua, l'IS sa anche i nostri punti deboli e uno di questi è l'immigrazione. Stanno giocando questa carta come se avessero in mano un poker d'assi ma potrebbero semplicemente bluffare. L'Islamic State sa che il sud Europa è messo in ginocchio dai continui sbarchi e sa che i controlli sono carenti e che i centri d'accoglienza sono, più che altro, un confine astratto da cui gli "accolti" possono entrare e uscire indisturbati. Sanno anche che è facile inserire nei barconi loro adepti, ma rischierebbero delle leve in un viaggio così pericoloso a cui dovrebbero susseguirsi controlli, più o meno, certi?

Abu Arhim al-Libim (figura dell'IS libica), afferma che c'è la volontà infiltrarsi sui barconi di immigrati nel Mediterraneo e attaccare le "compagnie marittime e le navi dei Crociati", così è anche riferito dai ‘piani segreti' contenuti in un documento di cui il think tank anti terrorismo Quilliam di Londra è entrato in possesso. Tutto ciò sono scarne minacce o realtà future?

L'IS è molto più intelligente e pericolosa di quanto sembra le sue carte sul tavolo sono molte e fra poco c'è il pericolo che ci si possa rendere conto di tutto ciò in modo molto drammatico. Senza considerare che le loro volontà si stanno spostando anche in Tunisia, appoggiati dal governo di Tripoli.

Insomma se fosse una partita a Risiko l'IS è pronta a prendere i suoi bei carri armati per aver conquistato la totalità dell'Africa; e l'Europa e il Nord America invece? Ne hanno ma li posizionano male e fra poco rischierebbero di far saltare tutto in aria lasciando scoperta quell'entrata che porta direttamente nel cuore dell'Europa, di Roma, con tutti i danni e le tragedie che ne potrebbero derivare.

State attenti.

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Gaetano Gatì

@Gaetanogati