Non è necessario scomodare il grande Celentano con la sua "Il ragazzo della Via Gluck " o essere un esperto di geologia per comprendere come la spiaggia della splendida Marina di Tortora (CS) in alcuni punti sia profondamente cambiati negli ultimi 30 anni.  I meno giovani ricorderanno nei primi anni Ottanta come il tratto in questione nella foto, vedeva accanto all'insediamento urbano, una strada a doppio senso di circolazione ed una spiaggia molto grande.  In poco più di 30 anni il fenomeno di erosione ha assunto dimensioni che iniziano ad essere preoccupanti, visto che il mare in condizione di normalità arriva sino alle case.

Il centro di cui parliamo, Marina di Tortora (CS) è il primo comune della Calabria ai confini con Basilicata e Campania. Da sempre meta turistica frequentatissima da migliaia di famiglie , ha nelle attrattive naturali il suo quid pluris di inestimabile valore accanto al calore della sua gente ed ad una storia archeologica di livello internazionale.  Su quella spiaggia ora scomparsa, ricordiamo telline e una vegetazione che ne faceva un vero e proprio paradiso.  Per quanto la situazione attuale ricordi in un certo senso quella paradisiaca tipica de "Il Commissario Montalbano" con le case direttamente sul mare, la questione va affrontata sotto altro punto di vista.   In assenza di un intervento tempestivo, la cittadina rischia di perdere progressivamente il suo appeal turistico (per il lato mare) , senza considerare le inevitabili conseguenze sul lato sicurezza.

Cosa fare ? La risposta è semplice: da diversi anni si immaginano e compiono interventi spot che nulla hanno aggiunto se non situazioni tampone. Il problema sembrerebbe essere (la questione è complessa ed ha natura tecnica) la deviazione della foce del fiume Noce che non consente più alla spiaggia di beneficiare della sua "riserva naturale" di terreno.  Il più grave errore ? Fare bagarre politica ed attendere a tutto danno della cittadinanza.  L'intervento dello Stato deve essere immediato, tempestivo ed a tutela della popolazione. Diviene altrimenti difficili immaginare come un cittadino di una delle più belle realtà calabresi possa sentirsi rappresentato da una macchina pubblica che ha avuto ben 30 anni per rendersi conto di quanto stava accadendo, lasciando di fatto al suo destino l'intero comune.

Sono innumerevoli gli articoli e gli interventi in Consiglio Regionale sulla materia.  La questione tortorese è ben conosciuta e tragicamente messa da parte come dimostrano i fatti.  Qualche anno fa qualche comune ipotizzò una richiesta di adesione alla Basilicata proprio per dimostrare lo stato di assoluta non rappresentanza che arrivava dalla Regione Calabria. Ora al di la di ogni riferimento ad errori politici che nulla aggiunge alla questione, occorre intervenire.  L'alternativa ? Un'azione forte del Comune e della sua cittadinanza, contro l'assenza di qualsiasi rappresentanza pratica da parte delle Istituzioni centrali e regionali.