Con 356 punti su 468 a disposizione Mans Zelmerlow ha raggiunto la terza posizione per punteggio nella storia del concorso. Soltanto Alexander Rybak per la Norvegia nel 2009 e Loreen per la Svezia nel 2012 hanno fatto meglio. I primi due di questa speciale classifica hanno ottenuto nelle loro edizioni, rispettivamente, 387 e 372 punti, potendo contare su un massimo di 492 punti. Con due paesi in più a votare, tenendo conto della media voto di Zelmerlow in questa edizione, la sua connazionale avrebbe perso il secondo posto in suo favore, mentre Rybak sarebbe rimasto comunque, stabile, al primo posto.

A premiare l'artista svedese è stata, soprattutto, la giuria di qualità che, analizzata globalmente, ha messo Heroes al primo posto, relegando i ragazzi de "Il Volo" alla sesta posizione.  L'Italia ha, però, trionfato al televoto, dove il concorrente della Svezia ha comunque fatto molto bene, attestandosi al terzo posto.

Ma un dato da non sottovalutare è che Italia e Russia hanno cantato verso la fine dello show, un piccolissimo vantaggio rispetto alla Svezia che, invece, si è esibita nella prima metà della finale. All'Eurovision, infatti, il televoto viene aperto dopo che tutti gli artisti in gara si sono esibiti. E, chiaramente, quelli che si esibiscono verso la fine restano maggiormente impressi nella mente dello spettatore chiamato a decidere. Quindi il terzo posto di Mans Zelmerlow al televoto è un risultato veramente prezioso che va a legittimare ulteriormente la sua vittoria.

Una vittoria, quindi, meritatissima quella della Svezia. Una canzone molto bella, con un messaggio forte, cantata bene in tutte le prove. A rendere ancor più forte la Svezia, rispetto agli avversari, una messa in scena da brividi. L'idea di portare sul palco un omino disegnato, che rappresenta Mans all'età di 10 anni,  si è rivelata vincente.

Le opinioni del giorno dopo, ovviamente, sono sempre diverse e variegate, come è giusto che sia. Ma a chi vorrebbe eliminare le giurie "perché hanno tolto la vittoria all'Italia" vorrei ricordare che nel 2011 l'Italia, con lo splendido brano di Gualazzi, il secondo posto lo avrebbe visto dal binocolo. Così come quest'anno una canzone di straordinaria qualità, come quella norvegese, avrebbe rischiato di finire fuori dalla Top 10. A chi parla, poi, di boicottaggio nei confronti dell'Italia, devo ricordare che la stessa canzone (Grande Amore) per i giurati italiani a Sanremo si sarebbe classificata al quarto posto, alle spalle di Fatti avanti amore (Nek), Adesso e qui (Malika Ayane) e Sogni infranti (Gianluca Grignani). Capisco la delusione, ma prima di gridare allo scandalo quando non si vince, bisognerebbe contare fino a dieci. Questo è un errore che fanno molti anche nel calcio, ma un po' di sportività non guasta mai.

Devo anche ammettere che il brano che abbiamo presentato al concorso non mi fa impazzire, ma ho tifato Italia perché sono italiano e perché i ragazzi de "Il Volo" sono dei professionisti esemplari ed hanno colto in pieno lo spirito della competizione e, per questo, va a loro un grosso ringraziamento per lo straordinario risultato ottenuto. Infatti bisogna ricordare che in altre edizioni, eccezion fatta per 2009 e 2012, avrebbero vinto.

Mans Zelmerlow e Christer Bjorkman ("show producer" dell’Eurovision 2013 e "supervisor" del Melodifestivalen) indossano una maglia contro le discriminazioni. "Homos? Heteros? Heroes".
in foto: Mans Zelmerlow e Christer Bjorkman ("show producer" dell’Eurovision 2013 e "supervisor" del Melodifestivalen) indossano una maglia contro le discriminazioni. "Homos? Heteros? Heroes".

Ritornando alla Svezia, Mans è stato accolto come un eroe in patria. Dapprima all'aeroporto di Stoccolma e, in seguito, nella sua città natale, Lund, dove è stata organizzata una festa in diretta tv sull'emittente pubblica svedese, la SVT.  Credo che gli organizzatori scandinavi non avranno difficoltà a trovare un tema e un motto per la prossima edizione. Li ha suggeriti, involontariamente, Mans alla consegna del premio: "I just want to say that we are all heroes, no matter who we love, who we are or what we believe in. We are all heroes". E non avranno problemi nemmeno per il logo, l'omino che lo ha accompagnato durante l'esibizione è veramente cool.