Agguato di camorra a Ponticelli

Ieri sera hanno ucciso una persona che i titoli dei giornali non definiscono "vittima innocente", ma che davvero con la camorra -questa camorra- non c'entrava niente. Mario Volpicelli si spaccava la schiena dentro il "50centesimi" dove mezza Ponticelli va a comprare di tutto, dalle tende agli assorbenti. Stava dalla mattina alla sera dentro un negozietto di nemmeno dieci metri quadri riempito all'inverosimile di scaffali. Lo gestiva lui. Sì, certo, aveva sposato una delle sorelle del "Sindaco" di Ponticelli ed era parente dei De Micco. No, non era innocente, ma con la "faida" non c'entrava niente.

Qui a Ponticelli lo sanno tutti che i parenti dei De Micco erano brave persone -per quanto si possa essere brave persone tra Barra e il Lotto Zero- che erano commercianti e che sono soltanto i loro figli ad aver impugnato i ferri per comandare su quello che restava dell'impero dei Sarno. Ora che anche il Sindaco si è pentito e si sta cantando tutto il malaffare di trent'anni di dominio incontrastato, si è aperta la corsa alla successione.

Ciro Sarno veniva chiamato "O' Sindaco" perché quando furono costruiti questi scempi architettonici che oggi si chiamano Lotto Zero, Lotto G, Conocal, dopo il terremoto dell'Ottanta, lui fece occupare abusivamente tutte le case popolari da gente del clan. Si prese il patrimonio pubblico e lo rese la base del suo potere camorristico sulla zona.

Quando a settembre 2015, in un piovoso sabato pomeriggio, crivellarono di proiettili Nunzia D'Amico era chiaro a tutti che una guerra sanguinosa stava avanzando. Il messaggio di oggi è chiaro, Mario è stato ucciso di sabato proprio come lei. Ucciso probabilmente da sedicenni strafatti di cocaina e con il cervello bruciato. Sono sicuro che loro sono andati in discoteca a festeggiare "il pezzo" che hanno fatto… proprio come avranno fatto venerdì scorso, dopo aver ucciso un ex-pentito al centro esatto di Ponticelli.

Sono trent'anni che le strade di questo quartiere sono lastricate di sangue. Si fanno la guerra per quattro palazzine comunali con le colonne fecali che si schiattano un giorno sì e l'altro pure, prima c'erano i Sarno contro i De Luca Bossa e ora ci sono i De Micco contro i D'Amico -Bodo contro Fraulella, come dicono i tatuaggi che si fanno i dementi affiliati ai loro clan di merda. Non cambia mai niente, se non l'età di chi spara.

Ci siamo indignati per le "stese" di motorini che le immagini dei Carabinieri mostravano passare per i viali del Conocal sparando all'impazzata. Li avevano arrestati tutti in una maxi-operazione, un blitz notturno con tanto di elicottero. Peccato che non ci stiamo indignando anche in questi giorni, mentre vengono tutti scarcerati per decorrenza dei termini -così possono tornare a sparare incontrastati.

Ieri sera, ho sentito la disperazione di un parente di Mario, forse il figlio, che urlava da solo per terra, tra le lacrime: "Che brutta fine che hai fatto, non te la meritavi". Noi tutti, questa città intera, stiamo facendo una brutta fine, ma forse un po' ce la meritiamo.