Dopo lo scontro ed il gelo arriva il tentativo di disgelo. Giovedì 7 febbraio la Francia ha annunciato il richiamo del proprio ambasciatore in Italia dopo, si legge nella nota del ministero degli esteri francese, "le ripetute accuse", "gli attacchi infondati" e "le dichiarazioni oltraggiose" dei responsabili politici italiani. La decisione, temporanea, è stata presa due giorni dopo l'incontro tra il vicepresidente del Consiglio italiano e capo politico del Movimento a 5 stelle Luigi Di Maio e alcuni rappresentanti di un ramo oltranzista dei giubbotti gialli di Montargis, Loiret, candidati alla lista RIC per le elezioni europee tra cui Charcon, teorico della guerra civile in Francia e del ristabilimento dell'ordine manu militari.

In una lettera a Le Monde, Luigi Di Maio spiega i motivi della sua visita.

"Dopo il richiamo dell'ambasciatore da parte del governo francese – scrive Di Maio – la prima cosa che vorrei ribadire con forza è che l'Italia e il governo italiano considerano la Francia come un paese amico e il suo popolo, con la sua tradizione democratica millenaria, come punto di riferimento, a livello globale, nelle conquiste dei diritti civili e sociali.

Come ministro dello Sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, ho sempre considerato la Francia e il suo sistema di welfare state come la "stella polare" dei diritti sociali europei. Non mi sorprende che il popolo francese mostri notevoli segnali di disagio per lo smantellamento di alcuni di questi diritti. E questo non riguarda solo l'attuale governo.

Sappiate che nel 2016 ho visitato l'Assemblea nazionale francese, in concomitanza con le grandi manifestazioni popolari contro la riforma del diritto del lavoro voluta da François Hollande, perseguita allora per rendere il lavoro ancora più precario. Queste ricette ultraliberali sono state guidate da partiti sia a destra che a sinistra, hanno reso la vita delle persone più precaria e hanno ridotto notevolmente il loro potere d'acquisto. Ero rimasto molto colpito dal fatto che tra le richieste del manifesto dei "giubbotti gialli", ho trovato temi che ora vanno oltre la destra e la sinistra e pongono il cittadino e le sue esigenze al centro, in un atteggiamento post-ideologico".

Di Maio dice di guardare all’esperienza francese e di essere impegnato, col governo italiano, a “ricostituire i diritti dei cittadini.

“Nell’ultima legge di bilancio abbiamo deciso di alzare le tasse a concessionari di gioco d’azzardo, banche, compagnie assicurative, multinazionali che estraggono petrolio nel nostro mare, tagliare mezzo miliardo di spese militari, per finanziare misure che permetteranno ad un milione di italiani di andare prima in pensione e a 5 milioni di italiani di percepire un reddito minimo, e ci permetteranno di finanziare un miliardo di investimenti nelle startup innovative”, dice ancora Di Maio.

“Qui, caro Direttore, il gilet giallo lo indossano i pensionati d’oro a cui abbiamo tagliato la pensione o il vitalizio da privilegiati. Guardiamo al vostro popolo come un punto di riferimento e non come un nemico”, prosegue il vicepremier.

Luigi Di Maio conclude dicendo che le divergenze di visione economica e politica tra il suo governo e quello di Macron non debbano “intaccare lo storico rapporto di amicizia tra i nostri due popoli e i nostri due stati”.

Intanto il ministro degli interni Matteo Salvini ha invitato a Roma il suo omologo Christophe Castaner. Quest'ultimo, da parte sua, ha indicato che stava progettando un incontro con il suo omologo italiano "molto presto". Si parlerà di migranti, frontiere ed altri temi caldi sull'asse Roma-Parigi.

@marco_cesario