Riqualificare Scampìa costa 116 milioni di euro. Lo storico Comitato Vele annuncia una manifestazione a Roma per fine gennaio: chiederanno conto a Renzi che non ha mantenuto la promessa di visitare il quartiere. Lo studio di fattibilità, sei azioni per rendere vivibile e accessibile il quartiere, è stato presentato dall’architetto Antonio Memoli  davanti agli assessori Piscopo, Fucito e davanti al febbricitante sindaco Luigi de Magistris.  La sede della Vela Gialla è gremita, ci sono le associazioni storiche: Gridas, Mammut e Resistenza anticamorra. Ci sono anche gli esponenti di Sel (a giorni si insedierà il nuovo assessore Ciro Borriello), il consigliere comunale Arnaldo Maurino e quello municipale Ivo Poggiani. Gli abitanti delle Vele attendono  i nuovi impegni dell’Amministrazione. L’assemblea trova il primo cittadino che parte all’attacco e si scaglia duramente contro Matteo Renzi.

“Governo mette mani sulla città”

“Quando ho fatto la richiesta per le Vele al Governo non l’ho fatto per far arricchire qualche imprenditore di soldi pubblici ma è un progetto che attiene a Napoli e al Paese mentre si riempiono la bocca di legalità e di pregiudizi su Scampìa. Ora se vuoi dimostrare che non siamo altro dacci una mano. Andremo avanti anche se il silenzio assordante del governo continua: il presidente del consiglio non si è degnato nemmeno di scrivere mezza riga, nemmeno per dire se hanno tempo da perdere o hanno preso in esame la pratica”. Così il sindaco si rivolge a Renzi sulle mancate risposte alla proposta di Comune, Dipartimento di Architettura e Comitato Vele. La sfuriata non finisce qui, de Magistris torna su Bagnoli: “Posso fare tanti errori ma sono uomo libero e autonomo, il sistema mi vuole far fuori: noi dobbiamo stare uniti e dobbiamo organizzare una grande iniziativa popolare. Il governo, come a Bagnoli, vuole mettere le mani sulla città dove ci sono i soliti comitati d’affari ma nel prossimo anno raggiungeremo i nostri obiettivi”

Aziende comunali: bandi per cooperative, associazioni e comitati

Nel prossimo anno il primo cittadino vuole seguire l’esempio di Papa Francesco: terra, casa e lavoro. Secondo de Magistris Napoli non è la Terra dei fuochi ma “la terra del fuoco, delle passioni e del riscatto”. Poi annuncia l’idea sul tema lavoro:  “Ho ereditato un’Amministrazione con i bilanci falsi mentre oggi paghiamo a 60 giorni con i cantieri che ripartono, nel 2014 c’è stato +100% e +15% di lavoro nel settore edilizio. Quindi  ci saranno graduatorie, diritti di chi è in graduatoria e considerare chi ha occupato per necessità come ad esempio una persona con disabilità. Lavoro. Lancio un’altra idea su cui stiamo lavorando. È partita da Poggioreale e Bagnoli e la vogliamo estendere in tutta Napoli. Facciamo fare a dei bandi a Napolipark, Napoli Servizi e a tutte le aziende del Comune in cui apriamo a cooperative, associazioni e comitati, soprattutto di giovani, e si fa gestione pubblico-privata di aree chiuse. Incasseremo soldi e diamo lavoro”. Sulla casa, infine, interviene sul tema caldo delle assegnazioni. Già l’assessore Fucito aveva ribadito il completamento imminente dei 74 alloggi, a cui seguiranno altri 60 nei prossimi mesi.  L’ex pm aggiunge: “ci saranno graduatorie, diritti di chi è in graduatoria e considerare chi ha occupato per necessità come ad esempio una persona con disabilità”.

Al termine dell’assemblea la folla presente gli chiede di mantenere le promesse e il sindaco assicura che ci penserà  lui a “raggiungere gli obiettivi” ma chiede a tutti “di stare uniti e organizzare una grande iniziativa popolare” perché “sono uomo libero e autonomo, il sistema mi vuole far fuori". Per Scampìa si apre una nuova stagione di lotta, ancora una volta dopo 35 anni di storia del Comitato e dei movimenti di occupazione. Il sindaco promette che il quartiere sarà “il cuore della nuova città metropolitana”, fa gli auguri a tutti in attesa di brindare sul palco di piazza del Plebiscito con Gigi D’Alessio.