Rocchetta Sant'Antonio è un piccolo borgo pugliese (Foggia) di 1300 abitanti (popolazione: 1843) ed è il luogo ideale per trascorrere le vacanze estive, quando si è in cerca di relax privilegiando una cucina genuina ed escursioni in vallate e distese, per poi passare alla visita dei monumenti. Arte medioevale, natura incontaminata, che rievocano i profumi mediterranei e i sapori antichi. Tra gli ulivi e i granai, le bellissime dune e le albe mozzafiato, spesso affacciandomi al balcone del mio B&B Giulimà, sono riuscita a rilassarmi e a considerarlo come "pensatoio" per dei momenti di profonda riflessione.

Il viaggio, durato cinque giorni, è stato organizzato dalla cooperativa "Frequenze" , che promuove il turismo locale, insieme ad altri enti coordinati dalla Regione. Si tratta di press tour destinati ai giornalisti e ai blogger italiani e stranieri, alla scoperta dei Monti Dauni.

Rocchetta Sant'Antonio

Toponomio

In origine, si chiamava Oppidum Rocca, poi Rocce Sant’Antimo, quindi Sant’Antimo in Rocca e Rocchetta di Puglia, fino ad arrivare all'attuale Rocchetta
Sant’Antonio.  Il borgo risale al VI secolo, in seguito a delle lotte Bizantino-Longobarde.

Economia

L'economia prevalente  è a base di cerealicoltura, tra vigne ed uliveti, un'altra passione, nonché attività primaria è quella della produzione di vini neri. Il commercio si arricchisce di fiere che partono da giugno, fino ad agosto. Non è escluso il commercio di animali. Il paesino si regge su di un artigianato di servizio.

Il Castello d'Aquino (XVI Secolo)

Il borgo è caratterizzato dal cinquecentesco Castello D’Aquino di forma poligonale, impreziosito dalla torre ogivale, simile alla prua di una nave, probabilmente realizzata su disegno di Francesco Di Giorgio Martini. Il castello edificato da Ladislao II d'Aquino, marchese di Corato e consigliere di Federico d'Aragona, che nel 1501 gli offrì la signoria di Rocchetta. Il Castello d’Aquino, baluardo d’identità della comunità, rappresenta uno dei pochi esempi di
architettura militare rinascimentale, che non ha subito modifiche. Risulta sostanzialmente integro, maestoso simbolo del paese che svetta sull’altura della cittadella, dove l’occhio può spaziare su ampia vista fino a raggiungere, in fondo all’orizzonte, il golfo d Siponto e le vette del Gargano.

(Testo Guida Rocchetta Sant'Antonio) 

Usanze e tradizioni

La popolazione vanta di una cospicua attività di ibridazioni culturali facilmente osservabili nelle stradine del borgo, come in questo caso, è possibile ammirare la strega "Cianara" sospesa in aria, che simboleggia la fine della Quaresima e l'inizio della Primavera. Infatti, la Cianara, sposata a Carnevale, ha concluso il suo ciclo ed ora può essere "impiccata" per dare spazio alla nuova stagione…

La "Cianara" (tipica strega di Rocchetta Sant’Antonio)
in foto: La "Cianara" (tipica strega di Rocchetta Sant’Antonio)
Quaresima rappresentata dagli ovetti dei bambini di Rocchetta Sant’ Antonio
in foto: Quaresima rappresentata dagli ovetti dei bambini di Rocchetta Sant’ Antonio

Clima ed accoglienza 

Rocchetta Sant'Antonio, intervista a Raffaele Mangino

Cucina e tradizioni: la coltivazione dell'asparago

Insomma questo luogo non può non essere vissuto almeno una volta nella vostra vita.

Ma ve lo consiglio soprattutto quando ci sono temperature record  e avete bisogno di venticello e refrigerio…

Nel frattempo, date un'occhiata alla gallery fotografica di Amleto Guarino: