Nel cuore del quartiere Flaminio, tra la suggestiva "Piccola Londra" e il Ponte della Musica, Il San Giorgio a Roma stupisce per l'accoglienza: un locale essenziale nell'arredamento, dai colori caldi e avvolgenti, cucina a vista e luci rilassanti.

Il ristorante, guidato dallo chef Andrea Viola, propone un sevizio di livello gourmet ma informale, la cucina unisce la terra e il mare continuando il progetto iniziato a Maccarese, con successo e innovazione.

Le materie prime predilette sono: la cacciagione, i prodotti ittici e la carne di alta qualità laziale ognuno mixato con  verdure del territorio certificate e di stagione, ad esempio al San Giorgio a Roma è possibile trovare i gaffi che arrivano dalle bestie allevate a Maccarese, oppure  le coscette di rana esaltate dal piatto Il fosso che le propone arrosto ma ancora, sorprendenti  i fegati di gambero rosso che finiscono sul pane fresco.

Nell’attesa dell’ordinazione, la tavola si colora di delizie: dai grissini con polvere di spinaci e rapa rossa, alla Cornice di cialde e chips di verdure e cereali  e all'ottimo pane a lievitazione naturale.

Per sorprendere troviamo i molluschi gratinati nel piatto di benvenuto il Bagnasciuga in cui, oltre a stupire per la presentazione, si ritrova tutto il sapore e il colore dell’arenile: l’acqua di cozze e alga spirulina rimanda alle onde del Tirreno, i mitili si accompagnano al pane aromatizzato con pomodoro, limone e prezzemolo, mentre un granulato al nero di seppia fa da spiaggia.

Se volete sperimentare gusti nuovi ecco Aloe vera, un piatto a base di una foglia di aloe marinata con la gazzosa, servita con la crema di mozzarella, caviale di Ossetra, polvere di peperone, rapa marinata e un mandarino cinese con il gelato.

Selvaggina, yogurt e topinambur ecco la Tartare di cervo un piatto davvero interessante, un mix di sapori intensi con l'ostrica, la croccantezza della cialda e una grattata di “bottarga” di cervo finale lascia davvero estasiati.

Passiamo ad un primo piatto sublime i ravioli del Plin con caprino al timo, stracotto di stinco, ossobuco e alghe, pieno ed intenso, inebriante nel palato davvero di livello.

Si prosegue con il tortellino al Parmigiano con salsa di rucola e stracotti con ostrica e tartufo, scenografia in un attimo scende l'autunno, le foglie di quercia richiamano il bosco e il brodo di limone evoca la nebbia e il profumo avvolge il commensale come una coperta morbida.

Lingua arrostita con il minestrone al nero di seppia e julienne di seppioline, servito con la cialda di riso e salsa verde picante piccante e spezzata. Cottura della lingua perfetta, un secondo piatto da provare.

I dessert sono a cura del pastry chef Matteo Trinti che propone il dolce Biancomangiare agli agrumi, la mandorla e gli agrumi ricordano la Sicilia, presentazione curata ed essenziale, sapori decisi.

Lo chef Andrea Viola è stato allievo di Giulio Terrinoni ( “Per Me”) e di Angelo Troiani (a “Il Convivio” guidando la partita dei primi e ad “Aquolina”), una scuola ricca di sperimentazioni gourmet e di assemblaggi che, come si nota, caratterizzano ogni sua creazione.

Al suo fianco, la bravissima Noemi Apollonio, moglie e socia, dal 2015  rilevano il “San Giorgio” di Maccarese (il nome fa riferimento al santo patrono del paese) dove danno vita ad una cucina personalissima e di qualità, che rende necessario, dopo tre anni, uno spostamento nella Capitale per proseguire con più ampio schema il lavoro di ricerca e di sperimentazione culinaria: nasce così “Il San Giorgio a Roma”, aperto a settembre 2018 al civico 20 di Viale del Vignola, con il socio Valerio Zaccarelli.

La brigata è giovane e affiatata: Matteo Trinti, classe '98, il pastry chef; Simone Bufacchi, sous chef; Noemi Apollonio, classe 1987, moglie dello chef, che cura il servizio in sala.

Consigliato.

************

Il San Giorgio a Roma
Viale del Vignola, 20 – Roma
06.64.520.871