levante

Molte persone non posso capire cosa può significare un determinato oggetto per una persona. E' un fattore estremamente soggettivo, non è una mancanza di rispetto verso nessuno e nemmeno una mancanza di tatto o sensibilità. Ogni oggetto è legato ad un vissuto, ad un ricordo, ad un pensiero. Non conta se esso è una cartolina, un francobollo, uno spazzolino da denti o molto altro ancora. Siamo noi a renderlo unico, nostro. E quando ci viene sottratto, cosa si prova? E' come se si venisse privati di una parte della nostra vita, così, all'improvviso.

Ecco cosa è successo a Levante, ore fa, quando ha fatto la triste scoperta che vede protagonista la sua Dobro (chitarra), che le è stata rubata, assieme ad altra strumentazione, mentre soggiornava a Roma, reduce dalla tappa del suo tour "ManualeDistruzione" dello scorso 25 marzo. Purtroppo non si sa nulla a riguardo. Non si ha idea di chi possa aver fatto tale scortesia ad un'artista promettente come la cantautrice di origine siciliana.

Essere privati del proprio strumento è come essere colti dal desiderio di scrivere, ma non aver nessun pezzo di carta su cui poterlo fare. Si è privati del mezzo con cui si da voce al proprio animo, ai sentimenti celati nel profondo del nostro cuore. Gli stessi che, forse, a parole si avrebbe timore a dire, ma abbracciando una chitarra con passione, ogni timore svanisce e resta, così, solo la necessità di dare voce ad un cuore scalpitante.

Chiunque abbia notizie della chitarra di Levante (e del resto della strumentazione rubata), contatti l'artista attraverso la sua pagina facebook  www.facebook.com/levantemusic

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