Zabriskie Point (Death Valley)
in foto: Zabriskie Point (Death Valley)

Bye Bye Frisco! Malinconicamente lasciamo San Francisco per iniziare il nostro viaggio on the road. Direzione Yosemite National Park.

Le lunghe autostrade e i grandi cambiamenti del paesaggio saranno due costanti che ci accompagneranno per i prossimi venti giorni. Dopo qualche ora (sì perché in California per coprire le distanze si parla di ore) e dopo un paio di soste brevi arriviamo in un piccolo paese non lontano dal parco: Oakhurst. L’indomani, belli riposati, riprendiamo la via per il luogo che ogni fotografo, almeno una volta nella vita, sogna di poter visitare: lo Yosemite. La maestosità di questo bellissimo parco inevitabilmente riporta alla mia mente le immagini del grande Ansel Adams.

Per gli addetti al settore, non aver mai ammirato le sue splendide fotografie, potrebbe essere non solo una mancata occasione per studiare le opere di un maestro del ‘900 ma, oserei dire, anche un enorme sacrilegio. Autore di libri e grande perfezionista diede vita, nel lontano 1932, al gruppo F64, un unione alla quale parteciparono i più grandi fotografi dell'epoca legati alla Straight Photography (fotografia pura): John Paul Edwards, Imogen Cunningham e Edward Weston.

Yosemite National Park
in foto: Yosemite National Park

Così, dopo una giornata rilassante nei verdi prati del parco, cercando di fotografare le sue bellezze come le sequoie del Mariposa Grove, le cascate tra cui la famosa Bridalveil Falls (velo della sposa) e le due mastodontiche rocce granitiche chiamate El Captain e Half Dome ripartiamo alla volta dell’infuocata Death Valley.

Un lungo tragitto da affrontare durante il quale, dal fresco piacevole dello Yosemite, siamo passati (non tanto gradualmente) al caldo torrido del deserto.
Le auto corrono veloci in mezzo al niente, i corvi, appollaiati alle aree di sosta, aspettano pazienti un po’ di cibo mentre la temperatura esterna sfiora i cinquanta gradi centigradi. Decisione saggia è quella di visitare la Valley al tramonto o il mattino presto, preferibilmente all’alba. Momenti magici in cui le increspature perfette dello Zabriskie Point regalano ai fotografi bellissimi giochi di luci e ombre.

Anche qui tornano alla mente le immagini del grande Adams, un maestro che rese perfette le sue foto grazie al sapiente utilizzo del sistema zonale e dell’ iperfocale.

Non mi perderò a scrivere formule o regole ma, in merito alla distanza iperfocale, vorrei citare le parole del mio ex docente foto giornalista/fotoreporter Franco Guardascione:

“Spesso, capire come utilizzare l’iperfocale, salva la tua fotografia. Impostando la macchina a una determinata apertura di diaframma con un po’ di esperienza saprai sempre a quale distanza sarà la tua iperfocale. Risultato: foto nitide, ideali non solo nei paesaggi ma necessarie anche per la Street e per le foto di cronaca”.


Tornando al nostro  viaggio, eccoci di nuovo in marcia.. Las Vegas stiamo arrivando!