La collega Milena Gabanelli, esattamente come Santoro, sa benissimo che Napoli è un brand che tira sempre. Camorra, trasporti, munnezza, carabinieri impauriti che sparano a criminali in fuga a tre sul motorino, ti fanno riempire le pagine dei giornali o le rubriche in televisione. Ora, dopo aver cercato di demolire la tradizione del caffé (documentario che si è risolto in una figuraccia da parte di uno squallido assaggiatore triestino, piegatosi a fare da marionetta, che per inciso non era mai stato a Napoli in vita sua e che è stato criticato anche dallo stesso direttore dell’Università di Illy) la prossima puntata di Report attacca frontalmente anche la pizza di Napoli per dimostrare che sarebbe cancerogena. Con quali prove? Apparentemente nessuna oltre il riferimento ad un generico fumo proveniente dai forni a legna e la fuliggine che si deposita sotto la pizza e sul cornicione. Ma Gabanelli &Co dovrebbero sapere che qualunque combustione è cancerogena. L'hamburger sulla piastra, l'olio fritto etc. Dove sono gli studi scientifici che dimostrerebbero che la pizza di Napoli è cancerogena ? Cosa s'inventerà stavolta Iovene per dimostrare la sua tesi ? All'opera ci sia credo, lo stesso metodo (Boffo), ovvero infangare e screditare per poi lasciare che altri spieghino che ciò che hai detto non era assolutamente vero (o fondato su prove scientifiche) ma intanto hai fatto passare una menzogna per verità. Ma puntate serie, che non puntino a sparare nel mucchio per fare audience (tanto si sa che Napoli tira) proprio no? E' davvero giornalismo questo? Il brand Napoli non permette forse di azzardare ipotesi anche senza prove, di avanzare illazioni senza argomentazioni, senza studi, tanto "succede a Napoli" e quindi tutto è possibile? Non vedo differenze tra quel metodo e questa continua e fastidiosa stigmatizzazione della città di Napoli per far sì che, il giorno dopo, tutti parlino della prossima puntata di Report. Una scelta mediatica che paga sempre ma che può avere ricadute profondamente negative per chi di quel mestiere a Napoli ci vive.