Capii l’importanza di scattare fotografie in formato RAW durante un workshop organizzato da un bravissimo fotografo romano qualche anno fa. Ero giovane e avevo pochissima esperienza in questo campo. Molti degli scatti fatti in quella occasione risultarono sovraesposti, mentre altri avevano il problema opposto. Alcune erano fortunatamente recuperabili, altre no. Ci lavorai giorni. Molte riuscii a salvarle. Tante foto erano piene di quel che viene generalmente chiamato “rumore”, ovvero un disturbo molto fastidioso che rende granulose le immagini. E non parlo della grana della carta, che può anche avere un suo perché, parlo di pixel impazziti che rovinano lo scatto, punto e basta. Quando mi confrontai con il fotografo per chiedere un parere e un consiglio, mi fece notare il problema: “Belle foto, peccato il rumore. Non hai scattato in RAW?”, mi chiede. “No, in Jpeg”, risposi. “Se lo avessi fatto – mi rimproverò – avresti potuto salvarle”.

COSA HO IMPARATO

Lo ammetto: ora, dopo anni di pratica, scatto sempre – o quasi – in Jpeg. Per quel che devo fare basta e avanza. Sia che si tratti di scatti destinati alla pubblicazione sul mio sito internet o sui miei social, sia che le foto debbano andare a qualche rivista. Perché questa scelta? La faccio breve: i file RAW pesano troppo e sono difficili da lavorare. Certo, possiedono molte più informazioni, quindi in post produzione si aprono possibilità di lavoro molto più ampie e interessanti rispetto a quando il file è un Jpeg, ma a me non servono. Cerco di impostare tutto (esposizione, bilanciamento del bianco, ecc.) prima di scattare, e al massimo correggere in corso d’opera, piuttosto che aggiustare dopo.

PRO RAW

Il formato RAW contiene tutte le informazioni originali dell’immagine catturata, senza elaborazioni da parte della macchina. È la foto senza compressioni, il vecchio negativo. Per questo è possibile giocarci molto – e divertirsi altrettanto – in post produzione. Una foto scattata in RAW è senza dubbio migliore di una scattata in Jpeg ed è decisamente più incline a diventare un manifesto 6×3 o un’opera da esporre in un museo.

PRO JPEG

Il Jpeg, almeno in teoria, è una foto già pronta per la condivisione via internet o per la stampa. La qualità non è eccellente come quella del RAW, ma è più che sufficiente per le attività “quotidiane” di un fotografo, professionista o dilettante. Il peso è nettamente inferiore (la mia Nikon D750 sforna file da circa 12mb), e questo ti permette di scattare più foto in maniera più veloce.

CONTRO RAW

Come già detto, i lati negativi del formato RAW sono essenzialmente due: il peso eccessivo e la non utilizzabilità dell’immagine. Scattare in RAW significa poter scattare meno foto e farlo ad una velocità inferiore (il buffer, ovvero la memoria temporanea che permette alla macchina di salvare il file, si riempie prima e, una volta pieno, non consente di scattare altre foto). Anche in sede di post produzione, caricare file da 50-60 mb alla volta può mettere in difficoltà e rallentare troppo computer non particolarmente performanti. Per quanto riguarda il secondo problema, sappiate che non potete caricare una foto in RAW sul vostro profilo Facebook nell’album “Serata splendida in compagnia di amici”: prima va trasformata in Jpeg.

CONTRO JPEG

I contro dei Jpeg sono principalmente teorici. In teoria, se scatti una bella foto e hai toppato il bilanciamento del bianco, puoi farci poco; in teoria, se scatti una bella foto ma questa è uscita troppo scura, rischi di rovinarla rendendola troppo rumorosa (parleremo presto del rumore); se vuoi che la foto sia soltanto il punto di partenza di un’immagine che nascerà da un lavoro grafico più complesso, allora meglio usare file contenenti più dati. Insomma, se sei bravo a gestire tutte le impostazioni prima di scattare, il Jpeg va benissimo. Forse dovrai buttare un paio di foto che ti piacevano, ma pazienza. Ne guadagnerai da tutti gli altri punti di vista.

IL MIO CONSIGLIO

Tornando a quello shooting di tanti anni fa, ammetto che, in generale, ero ancora inesperto e, nello specifico dell’evento, abbastanza teso. Potessi tornare indietro, scatterei in Jpeg + RAW. Avrei scattato meno foto, certo. Avrei dovuto imparare a lavorarle con gli appositi programmi, ovvio. Però tutte le foto sarebbero uscite bene. Ora che non commetto più errori da principiante, posso godermi il lusso di non preoccuparmene. Setto al meglio tutte le impostazioni prima di scattare, e scatto. Il mio consiglio dunque è: scatta in entrambi i formati. Impara a sviluppare le foto partendo dal file RAW e tienili come riserva se una foto ti piace molto ma il Jpeg è venuto male. Ti consiglio anche, però, di non prendere l’abitudine a scattare e sviluppare solo ed esclusivamente in RAW. Con il Jpeg sei costretto ad imparare prima a correggere gli errori negli shooting futuri.