Ricordate i governi del centro sinistra? Ricordate i governi Berlusconi? Come valutate l'impatto comunicativo di quei governi? Tre domande a cui ognuno di voi risponderà in maniera diversa, con pregiudizi, preconcetti, con ricordi annebbiati o lucidi.

"Questo governo è il risultato di quello che le urne hanno trasmesso". Tecnicamente si, per il tipo di ordinamento italiano, siamo un repubblica parlamentare e le maggioranze si formano in Parlamento. Ma chi ha votato 5 stelle, avrebbe oggettivamente pensato ad un governo del genere? Oppure avrebbe preferito un alleanza con il tanto vituperato Partito Democratico?

Chi vince è Salvini, che è cresciuto nel consenso e nei sondaggi, ma nella percezione prima di tutto. Si perché questo è un governo di percezione. Impegni mantenuti o disattesi, sostenibili o meno. Si tratta solo di percezione. Matteo Salvini viene percepito in Italia e all'estero come il vero dominus di questa compagine di governo. Certo Giuseppe Conte sembra dimostrarsi qualcosa di più di un garante messo li dai due soci della ditta di governo. Però è un mero gioco delle parti. Non è tutto vero quello che accade, spesso le dichiarazioni, i litigi e la successiva pace sono semplicemente frutto di una strategia comunicativa, a volte per distrarre l'attenzione da alcuni temi, altre volte serve solo a riposizionare i propri poteri ed equilibri all'interno della maggioranza.

Reddito di cittadinanza e quota 100 se funzioneranno, saranno oggettivamente un grande risultato, un modo per permettere a categorie dimenticate – te la ricordi la sinistra –  di poter riprendere fiato, di trovare una dignità e dall'altra parte un'uscita anticipata dal lavoro a chi con la riforma Fornero, oggettivamente inevitabile visto il momento storico in cui è stata approvata, di potersi riprendere il proprio tempo e la propria percezione di vita.