Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Oggi 2 Giugno è la festa della Repubblica. Ma quale Repubblica ?

Quella che uccide Falcone e Borsellino ? Quella in cui il Presidente della Repubblica "decide" di distruggere le intercettazioni e le prove che inchiodano lo Stato che fa patti con la mafia ? Quella in cui lo Stato complice con le organizzazioni criminali sotterra migliaia di tonnellate di rifiuti tossici in Campania e non solo ? Quella in cui i Presidenti del Consiglio si eleggono da soli ? Quella in cui i giovani si suicidano perché non c'è lavoro ? Quella in cui nel nome di una Europa che nessuno ha chiesto, si decide di far cadere il Paese in recessione ? Quella in cui se sei un imprenditore in difficoltà lo Stato=Equitalia ti toglie anche il sangue e ti uccide ? Quella in cui nel Parlamento ci sono più condannati e mafiosi che cittadini onesti e poi chiede la fedina penale per un concorso da bidello ? Quella in cui oggi si spenderanno milioni di euro per parate e festeggiamenti ? Quella in cui l'onestà è una cosa da fessi ?

Preferisco non festeggiare questa Repubblica, non festeggiare tutta la gente che porta questo rispetto ipocrita verso questa Repubblica. Repubblica è una parola grande, onestà è una parola grande, il sacrificio di uomini come Falcone e Borsellino lo dimostra. Ancora oggi dopo anni, bisogna vedere che un mafioso ha il coraggio di minacciare un altro grande giudice, il giudice Di Matteo, che con sacrificio suo e della famiglia vive sotto scorta per combattere la collusione del nostro Paese. Ancora oggi questo giudice combatte contro lo Stato prima che con la mafia.

Oggi festeggio, festeggio per Falcone, per Borsellino e per Di Matteo e per uomini di Stato come loro e non come i criminali che siedono nel Parlamento a "fare le leggi" per i loro amici mafiosi.

Oggi festeggio per loro e solo per loro e festeggio come avrebbero festeggiato loro.
Lavorando per la mia famiglia.