Quand fai o' consigliere comunal parl tu”. Sono state queste le parole del consigliere comunale Michelangelo Luongo, che si è rivolto al Presidente del Forum dei Giovani, Marco D'Oriano, durante il consiglio comunale scorso della città di Pozzuoli. Il tema in discussione era l'area free dog, proposta dal Forum dei Giovani di Pozzuoli per la quale l'amministrazione ne ha approvato soltanto una lontana idea.

Durante l'intervento del consigliere Luongo, che palesava la preoccupazione per la salubrità dello spazio verde, D'Oriano è intervenuto dalla platea con testuali parole: “Ma lo prevede la legge!”. Dopo queste parole il consigliere ha ben pensato di girarsi, rivolgendosi direttamente a Marco D'Oriano e, poco elegantemente, invitandolo a parlare solo quando questo sarà consigliere comunale. È doveroso premettere che il regolamento per il consiglio comunale, approvato proprio da quest'amministrazione, all'art.34 prevede l'impossibilità del pubblico di “manifestare assenso o dissenso”. È di agevole intuizione che tale articolo viene inserito per placare gli animi di qualche facinoroso che ha l'intenzione di bloccare le sedute consiliari. È ormai prassi consolidata, infatti, la pacifica protesta durante le sedute consiliari, l'esposizione di cartelloni o la manifestazione del dissenso.

Ricordo magari a qualcuno della maggioranza che volesse appellarsi a questo rigo di articolo che durante l'insediamento dell'ex sindaco Agostino Magliulo ci furono una marea di fischi, alcuni attuali consiglieri erano in platea a fischiare, molti membri dell'attuale maggioranza, sindaco in testa, non proferirono parola in difesa di Magliulo. Detto questo non sembra che una semplice frase possa mai disturbare la seduta consiliare.

Grave è l'atteggiamento di Luongo (e del Presidente Enrico Russo che non l'ha immediatamente richiamato) perché non dimostra quello spessore in più che, almeno teoricamente, dovrebbe avere un amministratore cittadino. È proprio il regolamento del consiglio comunale che, all'art. 35 cita testualmente: "Il consigliere che fa richiesta di parlare parla in piedi e rivolto all'assemblea" e ancora: "Il solo presidente può interrompere chi sta parlando qualora l'oratore assuma un comportamento offensivo nei confronti degli altri partecipanti alla seduta o del pubblico". Sullo spiacevole episodio sta girando già un video satirico in rete ed un manifesto in città.

Mi pare chiaro che un "Quand faj o consiglier comunale parl tu" sia offensivo nei confronti del pubblico. Tra l'altro una risposta veramente poco elegante. Spero che per il consigliere Luongo la partecipazione (o l'esprimere un'idea) non sia solo legata al suo ruolo di consigliere comunale.