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La Geografia Europea non è quella di un continente destinato all'Unione. I suoi importanti corsi d'acqua indipendenti hanno dato vita a numerose e differenti lingue e culture che non sono geopoliticamente compatibili. L'Unione Europea non è stata in grado di creare nessun ideale più forte di queste naturali divisioni. Non esiste un "sogno Europeo". Gli Stati Uniti hanno saputo creare il sogno oltre ad aver avuto dalla loro la migliore geografia del mondo, (o forse sarebbe più corretto dire che il sogno è nato come conseguenze di una geografia tanto favorevole da far credere qualsiasi cosa possibile).

Dopo la fine della seconda guerra mondiale questo sogno era rappresentato dalla "pace" ma ora, per le nuove generazioni, questi pensieri sono lontani. La grande ironia è che proprio nel nome della pace si è arrivati ad una polarizzazione e frammentazione di visioni e ideali europei. Quello che doveva unire ha invece diviso. Viene in mente quel bel detto inglese "Hell is paved with good intentions", "l'Inferno è pavimentato (pieno) di buone intenzioni".

Oggi alle porte dell'ennesimo meeting Europeo la situazione è sempre più chiara. L'Europa a 27 ha subito una prima grande spaccatura tra i 17 paesi che utilizzano l'euro e i 10 a moneta sovrana. Questi 2 blocchi non si riconcilieranno e anzi, tra i 10 paesi senza euro ma all'interno della comunità, inizia a nascere il pensiero di come allearsi e tutelarsi restando fuori dalla moneta unica. I nuovi strumenti di "salvataggio" e di cessione di sovranità non saranno in alcun modo accettati dai paesi che non utilizzano l'Euro (Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Svezia, Danimarca, Lituania e Lettonia). Il Fiscal Compact non è stato nemmeno preso in considerazione da Repubblica Ceca e Gran Bretagna.

Nazioni come la Polonia e la Repubblica Ceca hanno infatti già dichiarato di non aver intenzione di entrare nella moneta unica in queste condizioni. L'Inghilterra come scrisse Monroe (James 5° presidente degli Stati Uniti, non Marilyn;) continua a svolgere il suo ruolo di "tappo sopra un vaso di scorpioni", guarda e aspetta. I paesi nordici come la Svezia e Danimarca, stanno già re- scrivendo la loro naturale integrazione gli uni con gli altri e con le repubbliche baltiche in quello che sarà un nuovo blocco regionale (Svezia,Finlandia,Norvegia, Gran Bretagna, Irlanda e Rep. Baltiche).

I paesi dell'Ex Urss che non vogliono ritornare sotto il cappello di Mosca si stanno spostando verso occidente ma Putin sa che un tale momento di debolezza Europea è per lui una grande opportunità. I primi 2 buffer a occidente per Mosca sono l'Ucraina e la Polonia. In Ucraina solo un paio di settimane fa, suscitando non poche proteste, è stato approvato un decreto legge che ri-conferma l'utilizzo della doppia lingua nelle regioni sud del paese.

Le aree che più necessitano aiuti da Bruxelles per la loro integrazione (dalla Romania alla Croazia) stanno iniziando ad opporsi ad un'Europa a due velocità. La prima naturale alternativa per queste aree sarà quella di creare delle forze geopoliticamente sostenibili, regionali (Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia,Rep. Ceca, Slovacchia e forse Polonia).

Anche l'Italia dovrebbe guardare con più attenzione verso sud, alla lega del Mediterraneo e al suo ruolo nella parte occidentale di questa regione.

Ma invece continuiamo imperterriti a non vedere (o non accettare) la realtà, continuiamo a pensare che la totale cessione della nostra sovranità a Berlino (via Bruxelles) sia la soluzione giusta. I politici Italiani pensano che condannare il futuro economico dei loro cittadini (che dovrebbero tutelare) ad organizzazioni extra-governative gestite da privati con una moneta privata (l'Euro) sia il meglio per noi.

Quando alla fine di ogni meeting (oltre 21 ad oggi) cantiamo vittoria e pensiamo di aver convinto la Merkel a voler spendere per noi, dimostriamo di conoscere molto poco i Tedeschi (almeno da un punto di vista politico, perché da quello calcistico non hanno segreti;). Allora cito una frase di Otto von Bismark che rende bene l'idea.

Quando si dice che si è d'accordo su una cosa in linea di principio significa che non si ha la minima intenzione di metterla in pratica. Otto Von Bismarck