Pezzo dopo pezzo crolla Pompei. E non si può dare la colpa a Bondi né prendersela col maltempo. Diciamo la verità: non abbiamo il becco d’un quattrino per gli imponenti restauri necessari, e abbiamo vincoli a dir poco demenziali dalla Soprintendenza e da leggi antiquate ancorate a vecchie logiche del secolo scorso. Un concetto sorpassato di “cultura” e in particolare di cosa sia “bene culturale”, un attaccamento feticistico a ogni sasso di un qualche presunto valore storico, addetti ai lavori (soprintendenti, studiosi, archeologi) che si preoccupano più di un’ennesima crepa su un muro romano anziché del contesto e dell’economia globale. Questa spaventosa ottusità finirà col distruggere Pompei oggi, il Colosseo domani e tutto quel che resta in seguito. Bisogna cambiare strada, e sarebbe estremamente facile e profittevole.

1) Uscire immediatamente dall’Euro e incominciare a stampare moneta. Questa è la premessa indispensabile perché qualunque cosa si debba fare costerà molti soldi. Moltissimi. E solo se ci mettiamo H24 a stampare moneta nostra possiamo pagare gli ingegneri, i geometri, gli operai che ci servono (no, archeologi no, al massimo un paio di storici dell’arte se raccomandati dal Ministro, leggete oltre e vedrete che ci servono altre competenze, più moderne).

2) Le 3-4 domus più rappresentative, ma non più di 3-4, si smontano e si rimontano in un capannone, nei sotterranei di qualche museo, così “gli studiosi” avranno il loro giochino da studiare e ristudiare (che poi è sempre quello, quanto ci studiano non si capisce…) e scrivere i loro saggi.

3) Tutto il resto, tutto quello che c’è attualmente nell’area degli scavi, si spiana per bene e si ricostruisce in plexiglas. Le tecnologie digitalizzate consentono di farla identica, stessi colori, stesse vecchie crepe. Anzi, onestamente approfitterei per mettere qualche colore più brillante e qualche crepina in meno. Manutenzione praticamente pari a zero; durata garantita un paio di secoli. Altro che muri che crollano!

4) Mentalità imprenditoriale e non da vecchi barbogi “della cultura”: qualche piadineria, un romantico laghetto al centro coi pedalò, dar tutto in gestione a una cooperativa di romagnoli, e vedrete non solo frotte di turisti ma anche un bilancio in attivo!

Fine della proposta. Una proposta intelligente, al passo coi tempi e assolutamente economica. Per la realizzazione, che impiegherebbe alcuni anni, si utilizzerebbe una bella quantità di mano d’opera locale (pagata in Lire che stampiamo noi, quindi non fate domande stupide tipo “Dove prendiamo i soldi?”), con impulso all’economia campana; manutenzione, minima, pulizia facilissima: di notte, col parco ex archeologico chiuso, una bella disinfettata con pompe automatiche, che il plexiglas non si consuma mica, e tutto è a posto. Gli americani sono un popolo ignorante e gli andrà benissimo uguale. I tedeschi sono pratici e apprezzeranno l’opera. Quanto agli orientali, non capiscono nulla della nostra storia e cultura e tutto gli apparirà ugualmente esotico.

Chi continua a difendere le vecchie pietre ammuffite è contro il progresso! È contro lo sviluppo economico, è completamente illogico, non vuole trovare soluzioni forse perché non gli conviene. Chi difende quelle vecchie pietre è contro l’Italia!

Altre buone idee per il progresso italiano su Twitter (@bezzicante).