MILAZZO (ME) – Un disastro senza paragoni. Verso le 00.50 del 27/09/2014 un serbatoio in manutenzione prende fuoco alla Raffineria Mediterranea di Milazzo, scatenando il panico nel comprensorio e costringendo alla fuga centinaia di famiglie nel panico. Le rassicurazioni arrivano presto: non si rischia esplosione, l'incendio è lontano dagli impianti. Per tutta la notte squadre operative della raffineria e i Vigili del Fuoco di Milazzo e Messina hanno lavorato per domare l'incendio e tenerlo circoscritto al serbatoio in questione. Dopo il consumo della nafta si è proceduto a spegnere il fuoco residuo e alle 11.30 del mattino il fuoco è stato domato.

Nessuna vittima, solo irreparabili danni ambientali che continuano ad opprimere una meravigliosa terra di sole e di mare. E nonostante la Federpetroli comunichi ufficialmente che "non ci sono danni ambientali" anche un bambino delle scuole elementari saprebbe capire che il combustibile in fiamme causa smog e gas tossici. E stiamo parlando di un milione di litri. Provoca sconcerto la disorganizzazione delle autorità e dell'amministrazione comunale del sindaco milazzese Carmelo Pino che non hanno saputo predisporre un piano di evacuazione concreto, con Polizia e protezione civile in azione solo in pochissime zone, senza un allarme e senza direttive concrete alle migliaia di persone che, in piena autonomia hanno preso le automobili per scappare dall'inferno della città in fiamme.