Giovanni Flcone

Nel giorno del ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinari, uccisi per mano mafiosa il 23 maggio di 21 anni fa, a Palermo, è successo qualcosa che sta facendo molto scalpore.

Natale Puma, consigliere della VII Circoscrizione, eletto tra le fila di Grande Sud, il partito del sottosegretario Gianfranco Micciché, non si è alzato durante il minuto di silenzio per le vittime della Strage di Capaci.

Gesto che ha scatenato le furie dei suoi colleghi. Soprattutto di Piero Pellerito, Eduardo De Filippis, Fabio Costantino, Vincenzo Sandovalli, Sergio Susinno, Antonio Barricelli e Damiano Cacioppo.

I sette, infatti, hanno deciso di abbandonare l'aula, palesando così con un gesto concreto il proprio disappunto.

Uno di loro, Eduardo De Filippis,  ha spiegato che si è trattato di un «atto di coerenza». «Giovanni come Paolo Borsellino- ha spiegato il consigliere di quartiere – li ricordiamo ogni giorno anche nel nostro modo di fare politica. Una politica lontana dal compromesso che tende ad esaltare i valori della legalità. L’atto del consigliere Puma e dei consiglieri rimasti in aula va condannato, ancor di più oggi, anniversario della strage di Capaci».

A De Filippis si è accodato Piero Pellerito (Movimento Ora Palermo), per il quale «alzarsi in rispetto di chi ha dato la vita per la propria terra è un atto doveroso ed ogni uomo degno di tale nome ha il dovere di alzarsi in rispetto dei nostri eroi».

Ancora più acceso il commento di Davide Gentile, esponente di Fratelli d'Italia all'VIII Circoscrizione: «Il gesto del Consigliere Puma è devastante, anche se niente potrà cancellare questo comportamento il collega farebbe meglio a dimettersi immediatamente dalla carica di Consigliere di Circoscrizione. Il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per lo stato e la quotidiana battaglia per distruggere la cultura mafiosa sono i prerequisiti per rappresentare le istituzioni. Spero che il sottosegretario Miccichè, leader di Grande Sud, che tempo addietro aveva anche proposto di non intitolare l’aeroporto di Punta Raisi a Falcone e Borsellino con motivazioni discutibili, espella Puma dal suo partito».

Su questa dichiarazione del consigliere di FDI, tuttavia, è intervenuto Gerlando Inzerillo, coordinatore cittadino di Grande Sud: «Il consigliere Gentile sbaglia destinatario dell'appello: Gianfranco Miccichè non può espellere il consigliere Puma perché non fa più parte di Grande Sud dal mese di marzo, come si può evincere dal sito istituzionale del Comune di Palermo. Chi ha voluto strumentalizzare questo triste episodio ha perso l'occasione per tacere.»

Il protagonista negativo di questa vicenda, però, ha spedito ai mittenti le accuse. Come ha spiegato, infatti, a Palermo Today, «non c'è stata nessuna mancanza di rispetto ma solo un religioso silenzio anche da seduto». Inoltre, il consigliere Puma ha raccontato di avere «un malessere fisico che da circa un mese mi affligge» e che gli avrebbe impedito di alzarsi in piedi.

Puma, comunque, è noto per essere vicino all'ex deputato regionale Franco Mineo, sotto processo per intestazione fittizia di beni aggravata dall’avere agevolato Cosa nostra per peculato, malversazione e usura.