Diciamolo chiaramente: ormai si può comprare tutto su Internet. Qualunque cosa di cui abbiamo bisogno. E i dati parlano chiaro anche per quanto riguarda il Bel Paese: in Italia l'e-commerce è cresciuto del 23,5% nell'ultimo anno. La forte espansione è dovuta soprattutto alla diffusione dei device mobili e alle numerose app disseminate tra App Store, Google Play e altro. Gli affari vanno così bene che i fari sono puntati anche sul bitcoin: qualcuno ha detto che è la "moneta" del futuro, altri che ha diversi difetti e poi c'è chi ancora non sa che esiste. Nel frattempo andiamo avanti a pagare attraverso i nostri conti correnti, online o meno. Ed è qui che bisogna buttare un occhio, perché si sta svolgendo una partita che coinvolge tutti noi, quasi a nostra insaputa. E non è solamente questione di commercio elettronico online, anzi.

In questo periodo il Parlamento Europeo sta affrontando il tema dell'ePayment e sta varando una riforma che potrebbe seriamente danneggiare qualunque consumatore per favorire la lobby della grande distribuzione, un settore fatto di pochi operatori sempre più potenti. A Bruxelles si spinge infatti per diminuire – se non abbattare – la cosiddetta "interchange fee", ossia tutte quelle commissioni che le Banche della grande distribuzione pagano a quelle dei consumatori ogni volta che concludono un acquisto con carta di credito nel punto vendita. Cosa vuol dire tutto questo, in "soldoni"?

[quote|left]|La solita storia, insomma: aumentano i profitti dei pochi a discapito dei molti.[/quote]Questo significa che il cambiamento legislativo in valutazione non avrà come conseguenza l’abbassamento dei prezzi – che è la tesi con la quale si affronta la questione – bensì garantirà alla grande distribuzione margini di profitto ancora maggiori, mettendo in ulteriore difficoltà i piccoli esercenti. E fatto da non trascurare: potrebbe portere anche a un aumento dei prezzi dei servizi a tutti coloro che hanno un conto corrente oppure una carta di credito/debito: non solo società, ma anche famiglie. O meglio: tutti i consumatori che hanno a che fare con una banca. La solita storia, insomma: aumentano i profitti dei pochi a discapito dei molti. E questo semplicemente perché si può dedurre che i minori introiti provenienti dalla grande distribuzione potranno essere compensati con l’aumento dei costi delle carte di pagamento. A questo punto ci sarà un rafforzamento del denaro contante e la frittata è fatta: il cash fisico ha costi ancora elevatissimi e per certi versi favorisce l'evasione fiscale e la criminalità.

A questo punto si inserisce una petizione che, come il resto della storia, sta passando inosservata. Si tratta della petizione online lanciata oggi da WarOnCash.org, sito italiano di informazione sui pagamenti elettronici. "Prova a immaginare un supermercato ricco di offerte vantaggiose dove però il carrello non restituisce la moneta e il parcheggio costa 1€ ogni 10 minuti.  Non sarebbe una presa in giro?", si legge sulla pagina dove si chiede a tutte le istituzioni Europee di valutare iniziative per agevolare il consumatore e non i grandi commercianti. Cosa succederà alla fine, quindi? Nessuno può dirlo con certezza. Spero solo che non saremo troppo impegnati con i gattini su Instagram.