Come tutti noi ben sappiamo stanno per iniziare le Olimpiadi Invernali, a Sochi, in Russia. Luogo naturalisticamente meraviglioso, immerso nei monti innevati che ricordano le magie invernali lontane dai ricordi di chi, l'inverno, lo passava nei gulag.

Le Olimpiadi sono ormai un evento sportivo millenario, nascono nell'antica Grecia, appunto nella città d'Olimpia (nel 776 a.C.) da cui prendono il nome. Si racconta che durante le Olimpiadi i Greci, addirittura, sospendessero le guerre, ebbene sì. Stranamente, si terminava una guerra per andare a fare sport. Oggi invece si usa lo sport per portare le guerre su un altro campo, non quello di battaglia, ma quello battuto.

Molte volte infatti, questa competizione è diventata lo scenario di violenze (Monaco), razzismo (Berlino), contrasti internazionali (Mosca). Insomma, le Olimpiadi sono diventate da momenti di aggregazione internazionale a occasione di boicottaggio, attentati, sfoggio di grandezza. Oggi, in Russia, si rischia proprio questo, un ostentare, alquanto superfluo, di grandezza e onnipotenza in cui l'unico avvantaggiato è l'uomo del 2000, tutto forma e niente sostanza.

Purtroppo, però, quando inviti troppi ospiti a casa tua è difficile che nessuno noti le crepe sui tuoi muri o la polvere che ti ostini a nascondere sotto il tappeto. Perché c'è il rischio che il tuo cane possa "erroneamente" spostare il tappeto e far vedere quanto tieni alla tua pulizia. Infatti, proprio per questo si è provveduto a "trasferire" tutti i randagi in posti sicuri. Dove non si sa? Ma se i cani non si affidano ai giornali o all'opinione internazionale c'è un'altra fetta della popolazione che invece ne fa uso. Questi sono gli omosessuali, costretti a nascondere i loro comportamenti. Infatti, una legge, approvata dalla Duma, prevede il "divieto di propaganda gay". Insomma, due uomini o due donne non possono neanche camminare per mano nelle strade. I ricordi di un vecchio articolo 121, di epoca staliniana, riaffiorano di nuovo nelle terre di Kandinsky.

Altra fascia a rischio è quella dei giornalisti: Konstantin Popov, Ivan Stepanov, Maxim Zuyev, Shamil Aliyev, Said Magomedov sono alcuni dei nomi dei cronisti, reporter, e giornalisti trovati morti, rapiti, assassinati brutalmente, picchiati e umiliati perchè hanno osato parlare.

Piccola parentesi: ricordiamo che Erdogan, presidente turco, sta cercando di far approvare dal parlamento una legge sul controllo della rete in modo tale da tappare definitivamente l'unico canale, ancora libero, in un paese in cui è vantata la democrazia ma vive la dittatura.

Insomma accendiamo tutte le fiaccole olimpiche del mondo, divertiamoci vedendo i bravissimi atleti sfrecciare con lo slittino, esultiamo sperando che l'inno di Mameli possa essere cantato durante i festeggiamenti di un oro, ma ricordiamo che lo spirito con cui si stanno giocando queste Olimpiadi non è di certo quello voluto da nè De Coubertin nè dalla razionalità.

Gaetano Gatì