Il Centro Studi E.Di.Ma.S. è un'associazione impegnata nello sviluppo di una nuova cultura della prevenzione e della gestione delle emergenze. E.Di.Ma.S. propone un approccio multidisciplinare all'analisi del rischio e alla progettazione delle contromisure, accanto a una formazione professionale specifica e misurata su diversi livelli di responsabilità degli operatori della resilienza. I progetti formativi del Centro Studi E.Di.Ma.S. sono già una realtà e hanno preso forma in un luogo simbolico, in una città che sul tema della resilienza ha imparato molto: L'Aquila.
Proprio oggi all'Università dell'Aquila è stato inaugurato il Master di II livello in Official of Disaster and Emergency Management, del quale il Presidente di E.Di.Ma.S. Giuseppe Coduto ci parla con soddisfazione e orgoglio.

Caro Pino, partiamo da una parola che rappresenta al tempo stesso l'inizio e la fine: resilienza
Gestire l'emergenza con un'adeguata e corretta valutazione dei rischi, una pianificazione accurata e una formazione efficace vuol dire affrontare la vita delle nostre comunità comprendendone a fondo la complessità. Per poter affermare di aver capito il significato del termine resilienza dobbiamo essere certi di aver almeno intuito la complessità che regola la vita di una società evoluta qual è la nostra. Di conseguenza, per poter dire di aver costruito una società resiliente dobbiamo assicurarci di aver predisposto le contromisure strutturali e culturali ai fenomeni che possono metterne in crisi l'equilibrio. Resilienza non è più solo un problema di ripristino di trasporti, elettricità e comunicazioni. E non è più solo un tema di corpi speciali ed esperti. È giunto il momento di diffondere la cultura della resilienza in tutti i settori della società: amministrazioni, imprese, comunità.

L'Aquila e il suo ateneo hanno un valore simbolico particolare, pensi che questo avrà effetti sul successo del master?
Sì, ne sono certo. Quello che è accaduto all'Aquila il 6 aprile 2009 ha un significato epocale per l'intera comunità e per tutto il territorio. E gli eventi successivi che si sono verificati in Emilia e ancora in Abruzzo, Marche e Umbria hanno chiarito definitivamente che nel nostro paese dobbiamo colmare enormi vuoti di sapere, sia individuale che organizzativo, sui temi della prevenzione, della sicurezza e della continuità dei sistemi economici e sociali. Il primo master avviato all'Aquila ha già i connotati di un'esperienza di successo, quindi ho grande speranza nel fatto che il territorio saprà farne tesoro per costruire questa nuova mentalità. Questa speranza nasce anche dall'impegno e dalla convinzione con cui l'Università dell'Aquila ha affrontato il progetto.

Chiudiamo con un'altra keyword: multidisciplinare
È una parola che da sola significa tutto e nulla. Così come può significare tutto o nulla prendere trenta specialisti di trenta diversi settori per chiuderli dentro un laboratorio. Acquisisce un valore enorme quando diventa un modello mentale, un modo per osservare la realtà e un metodo professionale. L'approccio multidisciplinare è parte integrante del metodo formativo del master, che ha tra i propri obiettivi la costruzione del pensiero sistemico. Quello che Peter Senge, uno dei teorici delle learning organization, chiamava la quinta disciplina del management. L'università è forse l'organizzazione dalla quale ci aspettiamo di più su questo tema e penso che riesca a dare il meglio quando esce per le strade a incontrare la società civile, a risolvere problemi reali, a ingegnarsi, come ha fatto in questo caso.