Il primo è stato Berlusconi, poi lui lo ha seguito sulla stessa strada. Per lui intendo Renzi e per la strada seguita intendo la personalizzazione della politica e l'idea di puntare sulle emozioni più che sui fatti. Così in entrambi i casi si è realizzata la contrapposizione tra i sostenitori e gli oppositori. Per vent'anni l'antiberlusconismo è stato il collante di un centrosinistra altrimenti mai coeso. E negli ultimi cinque, l'antirenzismo ha fatto le fortune di 5 Stelle e Lega. Dopo le due sconfitte elettorali, quella del referendum (che era proprio un: votate per me o contro di me, senza minimamente discutere della riforma) e le ultime nazionali (nelle quali gli avversari hanno continuato sull'idea di votare pro o contro Renzi), il nostro ha dato le dimissioni e ha promesso di farsi da parte. Purtroppo, come spesso gli accade, non ha mantenuto la parola. Il fatto è che continua a comportarsi come se errori non ne avesse fatti e, questo atteggiamento arrogante (lo ha sempre avuto), continua a renderlo più odioso, almeno agli occhi del sottoscritto. Secondo il mio modesto parere è sbagliata la personalizzazione, ma soprattutto è sbagliato Renzi che con questa scelta non fa altro che continuare ad attirare odio.