Barack Obama trema al solo pensiero di perdere contro gli avversari Repubblicani, soprattutto contro Mitt Romney, che nonostante nelle primarie repubblicane sia stato sconfitto da Santorum  negli Stati del Minnesota, Missouri e Colorado, è ancora considerato l'avversario numero uno del 44° presidente degli Stati Uniti d'America. Il timore di Obama, per una possibile sconfitta nelle elezioni di novembre, è causato dallo strapotere economico che imperversa nella democrazia americana di oggi: Romney è infatti considerato l'uomo che viene appoggiato dalle lobbies e dalla borsa statunitense. Romney, come anche tutti gli altri candidati repubblicani, usufruisce inoltre dei Super PAC:  i comitati d'azione politica che possono ricevere da compagnie e singoli cittadini donazioni senza limiti specifici;  un budget illimitato da usare per spot televisivi e altre iniziative di sostegno ai candidati.

Obama così ha deciso di contrattaccare, usufruendo egli stesso dell'opzione Super PAC: nonostante il presidente sia molto critico verso questa imperante infiltrazione lobbystica nel processo democratico, additandola come uno strumento attraverso il quale i miliardari americani controllano la politica, ha dovuto lo stesso prendere questa decisione. Tale scelta è perlopiù dettata dalle logiche della campagna elettorale sempre più basata sul denaro piuttosto che sulle idee.

Ma cosa sono realmente i Super PAC?  Sebbene sia una novità del 2012, tale innovazione risale a due anni prima: nel 21 gennaio 2010 la Corte Suprema ha stabilito che lo Stato non può proibire alle lobbies e alle corporation di contribuire alle campagne elettorali; inoltre, un'interpretazione estensiva di tale norma, afferma che le donazioni delle grandi aziende non possono essere limitate. Infatti la Corte Suprema ha eguagliato le multinazionali ai cittadini, estendendo la tutela del Primo emendamento ( libertà di parola, espressione, stampa e riunione) anche alle grandi aziende: ciò vuol dire che se lo Stato americano limitasse i contributi degli enti privati nella politica, tale azione andrebbe contro la stessa Costituzione degli Stati Uniti d'America.

Sono nati così i Super PAC ( Super Political Action Committees) che in parole povere sono  maxi organizzazioni di raccolta fondi che appoggiano privatamente un particolare candidato, influenzando le opinioni dei singoli cittadini attraverso spot elettorali e altre azioni di sostegno;  i Super PAC sono differenti dai PAC normali, poiché quest'ultimi dovevano sottoporsi a regole e limiti decisamente più severi. Questa cascata di soldi che si infrange nelle elezioni americane può essere addirittura tenuta segreta: i Super PAC infatti possono tenere all'oscuro i nomi dei loro finanziatori fino alla fine delle elezioni. Pare evidente che questo sistema possa portare ad azioni più o meno illecite.

Inoltre i Super PAC, essendo organizzazioni private e non facendo parte dell'amministrazione del candidato,  non sono direttamente collegati a questo; risolta quindi evidente che il candidato non potrà  essere ritenuto responsabile delle azioni del comitato privato. Questo particolare scollegamento fa si che i Super PAC possano attuare azioni che il candidato non potrebbe fare: ad esempio se un Super PAC attaccasse in maniera troppo forte un avversario tramite uno spot, il candidato può benissimo prendere le distanze dalle dichiarazioni del Super PAC. Tutto questo può portare ad un abbassamento della qualità politica: la campagna elettorale potrebbe semplificarsi a perpetui scontri ed insulti tra i candidati, sviscerando la politica dai concetti e dalle idee; un po' come quello che ormai sta succedendo nelle primarie repubblicane dove vediamo come Romney e Gingrich si scontrano senza esclusione di colpi e senza discorsi concreti.

Nonostante rimanga contrario ai Super PAC , purtroppo anche Obama si è dovuto arrendere alle logiche della nuova corsa alla Casa Bianca, l'ennesimo compromesso che il presidente ha dovuto fare per rimanere in sella, affinché possa combattere contro i poteri forti dell'economia americana, come si è sempre proclamato di fare.  Ma proprio questa arrendevolezza fa si che lo stesso Obama ormai sia succube di quelle maxi-organizzazioni a cui vuole limitare il potere: ironia della sorte sono proprio i Repubblicani, che già usufruivano  dei controversi Super PAC, ad colpevolizzare Obama,  accusandolo di essere troppo ambizioso, attaccato più alla poltrona che ai propri principi.