Il nuovo dispositivo(1) riguarda sopratutto la ripartizione dei costi  derivanti dai contratti di fornitura stipulati tra il condominio e il fornitore di calore in quei condomini allacciati direttamente ad una rete di teleriscaldamento[2] (o di teleraffrescamento) (stessi concetti valgono per la ripartizione del calore prodotto da una caldaia a metano centralizzata).

Si ribadisce l’obbligo di installare un contatore di fornitura in corrispondenza del punto di fornitura dell’edificio da parte di chi esercisce l’attività di misura (gestore della rete). Che di fatto significherà verificare se  le caratteristiche dell’apparecchiatura di misura esistenti riflettono con precisione il consumo effettivo e fornire informazioni sul tempo effettivo di utilizzo dell’energia e sulle relative fasce temporali[3].

Diverso è invece l’impatto della norma sull'impiantistica interna all'edificio, spesso non attrezzata con contatori divisionali per la contabilizzatone dei consumi delle singole unità immobiliari (riparti millesimali).

Il decreto  senza mutare le tempistiche degli adempimenti fissati al 31 dicembre 2016, interviene per una più chiara definizione dell'impiantistica  necessaria al riparto dei consumi stabilendo due tipi di contatori e i rispettivi obblighi di installazione / adeguamento[4]:

  • contatore di fornitura – installato dal gestore della rete di distribuzione cittadina: apparecchiatura di misura dell'energia consegnata. Il contatore di fornitura può essere individuale, nel caso in cui misuri il consumo di energia della singola unità immobiliare, o condominiale, nel caso in cui misuri l'energia, con l'esclusione di quella elettrica, consumata da una pluralità di unità immobiliari, come nel caso di un condominio o di un edificio polifunzionale;
  • sotto-contatore – installato dal proprietario dell’U.I. (ovvero dell’impianto): contatore dell'energia, con l'esclusione di quella elettrica, che è posto a valle del contatore di fornitura di una pluralità di unità immobiliari per la misura dei consumi individuali o di edifici, a loro volta formati da una pluralità di unità immobiliari, ed è atto a misurare l'energia consumata dalla singola unità immobiliare o dal singolo edificio,

Per la seconda fattispecie (sotto-contatori) sono comunque previste deroghe in caso di eccessivi costi (comprensivi anche delle letture) rispetto ai benefici, oppure, nei casi in cui sia impossibile dal punto di vista impiantistico installare un singolo contatore di calore per ogni U.I..

La norma prevede infatti che ”nei casi in cui l'uso di sotto-contatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di   costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, per la misura   del riscaldamento si ricorre, a cura dei medesimi soggetti   all'installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per quantificare il   consumo di calore   in corrispondenza a ciascun   corpo scaldante posto   all'interno delle unità immobiliari”

Per i singoli proprietari sarebbe un onere non da poco attrezzare il proprio impianto con un contatore di calore, sia per il costo proprio dello strumento e la sua installazione, sia perché, qualora fossero confermate le norme di metrologia (DM 75/12), i proprietari in qualità di "Titolari metrici" sarebbero tenuti ad obblighi di denuncia presso le locali Camere di commercio, obblighi di tenuta del libretto metrologico, nonché, sarebbero tenuti a sostenere gli oneri per le costose e complesse verifiche periodiche.

Esistono, inoltre, tipologie impiantistiche (distribuzione verticale) in cui la misura del calore non può essere eseguita con un contatore installato in un singolo punto dell’impianto (distribuzione orizzontale).

In questi casi si è chiamati a misurare il calore ceduto dai singoli radiatori (in contesto diverso da quello metrologico?) tramite una valvola di termoregolazione abbinata ad un ripartitore contabilizzatore del calore ceduto (normalmente con possibilità di trasmettere i dati di lettura via radio utilizzando il protocollo Wireless).

Le singole rilevazioni costituiscono la base per la ripartizione ai sensi della  norma Uni 10200 oggetto di revisione da parte dell’Uni, di cui ora la legge prevede si debbano prendere a riferimento anche le modifiche e non solo gli aggiornamenti.

[1] DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2016, n. 141   Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. (16G00153) (GU Serie Generale n.172 del 25-7-2016)
[2] WIKIPEDIA Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluidi termovettori), proveniente da una grossa centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale.
[3] Resta da chiarire cosa si intenda con “tempo effettivo di utilizzo dell’energia”. Oltre, infatti, l’ovvia registrazione degli intervalli di tempo in cui il consumo è pari a zero, andrebbe chiarito come interpretare i consumi di sistema ovvero quanto le variazioni di consumo rilevabili  corrispondono ad un “utilizzo dell’energia” delle U.I..
[4] DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2016, n. 141   articolo 1 lettere e) e J) e 5 lettera i)