Il Ministero dello Sviluppo Economico sta portando a termine importanti lavori regolatori in merito ai controlli metrologici da effettuare sui contatori in servizio utilizzati per la rilevazione dei consumi delle bollette gas, acqua, calore (teleriscaldamento) ed energia elettrica.  Al Ministero è stato infatti assegnato il compito di intervenire per risolvere i dubbi di legittimità metrologica sollevati dalle rappresentanze dei consumatori sui primi contatori elettrici intelligenti (smart), progettati, costruiti, utilizzati e controllati dalla medesima Azienda (ENEL) in mancanza di una specifica normativa nazionale, in grado di stare al passo con il veloce progredire tecnologico.

Su delega[1] del Governo il MiSE sta quindi provvedendo per:

  • avviare una ricognizione sui regolamenti esistenti al fine di prevedere i requisiti di terzietà, di imparzialità, di integrità e di indipendenza rispetto al   produttore, distributore, venditore   e gestore di rete, per l'esecuzione dei controlli metrologici;
  • adottare decreti che disciplinino anche i controlli successivi, relativamente agli strumenti di misura già in servizio prima della entrata in vigore della normativa MID (Metrological Instruments Directive).

Di fatto, dall'entrata in vigore del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22[2], il MiSE ha pubblicato tre decreti (DM 75/12 gas; DM 155/13 acqua gas, DM 60/15 energia elettrica) con i quali ha stabilito che sui contatori di ultima generazione (con marcatura MID – CE MXX) i Gestori del servizio (Titolari) sono obbligati a far eseguire da soggetti terzi (Organismi accreditati) verifiche periodiche secondo tempistiche predefinite. A questi controlli è stata affiancata una seconda famiglia di verifiche, definite nei decreti come controlli causali o su richiesta. Attività istituzionali da far eseguire alle  Camere di Commercio locali (ispettori metrici) sia per controllare a campione le verifiche effettuate dagli Organismi accreditati per conto dei Gestori (Vigilanza sul mercato), sia per verificare il corretto funzionamento del dispositivo su richiesta di soggetti interessati alle misure (contenzioso). I decreti emanati, intervenendo solo sui nuovi contatori (MID), lasciano però a norme di non facile esecutività la regolamentazione dei controlli da eseguire su quelli già servizio all'entrata in vigore del citato D.lgs. 22/07 ( c.d. pre – MID). Da notizie circolate tra gli addetti ai lavori, ora il nuovo dispositivo in formazione presso il MiSE estende le due categorie di verifica (periodica e casuale) a tutti i contatori in servizio.

Come accade spesso in questi casi, è fondamentale istituire un periodo di gradualità delle disposizioni tali da non generare effetti deleteri sugli utenti finali del servizio. Sebbene orientati alla tutela dei consumatori, le novità in corso di definizione rischiano di mettere "fuori norma dall'oggi al domani", una larghissima fetta di contatori per una improvvisa non validità metrologica di carattere formale amministrativo (che poi all'atto pratico delle verifiche richieste risulterebbero nella sostanza regolarmente funzionanti). Degno di nota il fatto che in tali circostanze i consumi, ancorchè letti dal quadrante del contatore, possono assumere  solo una valenza provvisoria in bolletta (come i consumi in stima in acconto salvo conguaglio successivo).

Ferma restando la possibilità da parte del cliente finale di richiedere una verifica puntuale sul funzionamento del proprio contatore al gestore delle rete, la progressiva entrata in vigore delle disposizioni in corso di definizione sulla totalità dei contatori, potrebbe influire pesantemente sulle campagne di sostituzione dei contatori essendo in alcuni casi il costo della verifica periodica di un paio di ordini di grandezza superiore rispetto al costo del contatore stesso, tanto da rendere surrettiziamente preferibile, se non obbligatoria, la sostituzione del contatore rispetto alla verifica. Visto il gran numero di contatori in gioco, la vicenda è particolarmente importante nel settore Idrico, dove le politiche di investimento, oltre a gravare sui contestatissimi aumenti tariffari, sono soggette ad iter approvativi da parte di soggetti terzi, oggi orientati ad indirizzare le poche risorse economiche disponibili verso infrastrutture per la depurazione delle acque reflue (attività sotto procedura di infrazione europea) e al risanamento delle reti per l'eliminazione delle perdite idriche.

Diventa importante quindi dosare gli obblighi per consentire alle Imprese di approvvigionare le risorse finanziarie necessarie  nella sostituzione massiva dei contatori ancorché nel caso di contatori meccanici l’eventuale errore di misura in caso di vetustà dello strumento sia a favore dell’utenza.


[1]  delega contenuta nel Decreto legge 145/13 (art. 1, comma 6-sexies e 6-septies).
[2] Per armonizzare il settore delle misure, la legislazione europea ha adottato modifiche ai sistemi legislativi nazionali, con l’emanazione di una direttiva generalmente conosciuta come MID (Direttiva 2004/22/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 relativa agli strumenti di misura – in G.U.C.E L. 135 del 30/04/2004). La Direttiva, recepita in Italia con il Decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22 (Attuazione della direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di misura G.U.R.I. 17 marzo 2007, n. 64) ha quindi raggruppato in macrocategorie, gli strumenti da assoggettare a controlli legali, per rispondere all’esigenza di adeguare la normativa alle nuove tecnologie, specificando requisiti essenziali, di carattere prestazionali e non progettuali. Si introduce quindi un nuovo approccio fondato essenzialmente su requisiti funzionali essenziali dal punto di vista della sicurezza, tutela della salute, tutela dei consumatori, stabiliti dagli organismi europei di standardizzazione (CEN – Comitato Europeo di Normalizzazione; CENELEC -Comitato Europeo di Normalizzazione Elettrotecnica; l’ETSI – Istituto Europeo delle Norme di Telecomunicazione) che garantiscono a vario titolo la partecipazione all’attività di normalizzazione degli Organismi nazionali riconosciuti ad attività normativa dalla Direttiva Comunitaria 98/34/CE (per l’Italia l’UNI ed il CEI). Il costruttore di apparecchiature di misura applicando tali norme gode di una presunzione di conformità ai requisiti essenziali, a differenza di se ne discosta che assume per se l’onere di provare che i suoi prodotti rispondono comunque ai requisiti essenziali fissati dalla direttiva di riferimento..