L'arrivo di Neon Genesis Evangelion

In questi ultimi giorni l'universo nerd è stato stravolto dall'arrivo su Netflix di uno degli anime più importanti di sempre: Neon Genesis Evangelion. La questione che ha maggiormente suscitato clamore è stata quella riguardante il nuovo adattamento italiano. Netflix ha deciso di non utilizzare il doppiaggio effettuato anni fa in occasione dell'edizione curata da Dynamic Italia (oggi Dynit). La piattaforma di streaming ha ritenuto invece più opportuno procedere con un nuovo adattamento e un nuovo doppiaggio. In sintesi, i dialoghi dell'anime risultano ora diversi da quanto ascoltato in precedenza. Non è certo la prima volta che accade, ma in quest'occasione si è scatenata una serie di eventi che raramente possiamo osservare in situazioni simili, ma che temo possano essere uno squarcio su un futuro dove l'opera artistica dovrà sottostare al parere di chi ne usufruirà.

La nuova versione di Netflix

Pochi giorni fa, l'anime diretto da Hideaki Anno ha raggiunto gli scaffali virtuali di Netflix. L'opera ha destato immediatamente l'interesse del pubblico, sfociato poi in una sequenza serrata di polemiche e contestazioni. L'anime è stato proposto con un nuovo adattamento e il responsabile di quest'ultimo è il noto Gualtiero Cannarsi, adattatore di molte opere nipponiche, inclusi alcuni titoli dello studio Ghibli. Stiamo quindi parlando di un vero professionista e quello che è parso evidente dagli interventi dal vivo su YouTube, è che il Cannarsi può contare su una preparazione solida maturata negli anni. Questa precisazione è doverosa perché stiamo parlando di un adattatore competente e molto scrupoloso. Inoltre è risultato chiaro quanto fosse intenzionato a portare su Netflix l'opera in una forma quanto più simile e fedele all'originale.

La polemica e il web

Subito dopo il rilascio dell'anime sulla piattaforma, ha iniziato a infuriare una polemica sulla rete. Il pubblico ha cominciato a criticare la presunta cripticità dei dialoghi e insieme alla voce degli spettatori si è fatta sentire quella di alcuni "insider" e professionisti del settore o di ambiti affini. Questo ha portato, per una volta, ad una discussione che certamente ha avuto le sue derive, ma si è mantenuta su un livello alto e per una volta si è discusso del prodotto e degli aspetti tecnici. Grazie all'intervento di voci illustri della rete e del mondo "nerd" italiano, la conversazione con Cannarsi non è sfociata nella solita gara di turpiloquio. Per una volta il web non ha dato il peggio di sé. Dal lato suo, Gualtiero Cannarsi si è esposto in prima persona partecipando a due "live" in cui ha risposto a tutte le domande poste dai presenti con dovizia di dettagli. Non si è quindi sottratto dalla discussione e questo ha portato a una piacevole chiacchierata, per una volta, espressa con un buon italiano e contenuti, talvolta, anche tecnici. Le due trasmissioni dal vivo su YouTube sono state solo una parte di quanto proposto dai "creatori" della piattaforma. In effetti si è potuto notare come molti personaggi si siano prodigati in video con interpretazioni più o meno appropriate. La maggioranza ha preso le distanze dal lavoro di Cannarsi, rivendicando il diritto ad una versione comprensibile e in linea con le loro competenze linguistiche e di chi li segue, in una sorta di semplificazione a sfavore dell'aderenza all'opera originale.

La questione esce dalla rete

La situazione è rimasta calda per interi giorni con il web invaso da commenti, video e post sull'argomento. Mentre le frasi prese dalla nuova versione di Neon Genesis Evangelion diventavano dei "meme", su YouTube si approfondiva l'argomento sviscerando un po' tutti gli aspetti. La frenesia stentava, però, a scemare e la reazione coordinata di pubblico e influencer è riuscita, infine, a contribuire al fatto che anche la stampa tradizionale abbia deciso di dedicare spazio alla questione. Una delle ragioni per cui la notizia è stata in grado di superare le barricate del web è comunque da ricercarsi proprio in Netflix. La piattaforma di streaming è popolare e se viene coinvolta la notizia diventa dei ampio respiro, passando da un approfondimento per appassionati a una notizia adatta ai media classici e generalisti.

L'intervento di Netflix

Dopo alcuni giorni di silenzio, Netflix ha infine preso una posizione annunciando, con un post ironico, che il doppiaggio contestato è stato rimosso in attesa di un'alternativa. Questa decisione ha provocato una nuova ondata di opinioni che si sono tradotte in nuovi post, commenti e video. Quando la questione sembrava pronta per il dimenticatoio, Netflix ha riacceso le discussioni che sembravano sopite. Un gesto così risoluto e categorico era qualcosa a cui i più non avevano pensato e in molti si sono stupiti per scelta radicale della piattaforma.

Chi ha ragione?

Alcuni parlano di vere e proprie scorrettezze a livello grammaticale e stando ai risvolti più recenti pare che l'adattamento di Cannarsi abbia messo in difficoltà anche i doppiatori. Io non posso avere conferme in merito; per valutare l'adattamento dovrei avere accesso al testo originale e dovrei inoltre essere in grado di tradurre (o di far tradurre) il testo giapponese. I processi di traduzione e adattamento sono delicati e complessi. Io non posso esprimere un giudizio sul lavoro effettuato senza avere gli elementi per poter giudicare. Il pubblico ha lamentato un linguaggio troppo complicato e frasi troppo complesse e poco comprensibili. Io credo che si debba, prima di tutto, pensare all'opera originale e chiederci se i personaggi parlino o meno in maniera peculiare anche nella versione nipponica. Se il testo presenta delle specificità a livello di struttura sintattica e scelte lessicali, io credo che Cannarsi si senta obbligato a rispettare al massimo queste scelte, proprio per evitare che il proprio lavoro vada a contaminare l'opera originale. I fan degli anime provengono da un passato fatto di pessimi adattamenti per le emittenti televisive e quando Yamato e Dynamic Italia iniziarono a serializzare anime in VHS, la pulsione generale era quella di andare verso il totale rispetto dell'originale, in risposta ad anni di traduzioni e adattamenti arbitrari. Forse la vera ragione di questo confronto tra Cannarsi e il pubblico è da ricercarsi altrove. Il pubblico avrebbe preferito una versione più vicina al parlato odierno, mentre l'adattatore ha preferito favorire l'opera. Credo che l'idea di Cannarsi fosse quella di creare un adattamento che avrebbe sfidato il tempo. Un adattamento strettamente legato all'epoca in cui viene effettuato potrebbe essere caratterizzato da scelte che rischiano di diventare obsolete in poco tempo. Forse l'intento era quello di proporre un'opera fruibile ora come tra dieci anni, una versione italiana così fedele al testo originale da non invecchiare se non per colpa dell'opera originale stessa. L'obiettivo è stato raggiunto? Stabilire ciò non è facile e per il momento rimane solo lo stupore per un adattamento scomparso in pochi giorni e la curiosità per quello che Netflix andrà a offrire in sostituzione.

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