Secondo la tradizione locale della Camargue, nella zona oggi nota come Saintes-Maries-de-la-Mer, sbarcarono nel I secolo dopo Cristo tre sante discepole di Gesù, perseguitate in patria in Palestina: si trattava di Maria Maddalena, Maria Giacobbe e Maria Salomé. Le accompagnava una serva proveniente dall’Egitto di nome Sara, detta la Nera, che diventerà patrona dei gitani perché si diceva fosse di etnia rom. Nel luogo di sbarco nei secoli nacque un culto, il culto delle Tre Marie e di Sara la Nera e in memoria di questo sbarco fu eretta nel IX secolo una chiesa fortezza che oggi è ancora in piedi. Dunque ricapitolando: quattro rifugiate tra cui due due ebree palestinesi, un’egiziana ed una rom sbarcano nel sud della Francia. Che succede? Nasce un culto, viene eretta una basilica romanica, migliaia di pellegrini accorrono da tutta la Francia per visitare il luogo dove furono seppellite le Sante. Questo molti secoli fa. Ma oggi cosa succederebbe? Queste rifugiate verrebbero prontamente rigettate in mare. Nell’Europa dei confini militarizzati, nell’Europa del patto d’acciaio Di Maio-Salvini – che vogliono rimpatriare forzatamente cinquecentomila persone – le Tre Marie e Sara sarebbero già annegate nei flutti profondi del Mediterraneo.